Dagli 'anni di piombo' del terrorismo, agli anni di piombo del tubo di scappamento.

di Pier Giorgio Tomatis. Gli anni di piombo, come periodo storico, hanno caratterizzato la fine degli anni '60, si sono susseguiti per tutto il decennio successivo e si sono conclusi verso gli inizi degli '80. Le rivendicazioni salariali, l'ideologia estremista e la lotta armata per il raggiungimento del potere politico furono la base grazie alla quale le Brigate Rosse seminarono il terrore in tutta la penisola italiana.
Oggi, nel 2017, il terrorismo nazionale non esiste praticamente più ed è stato sostituito da quello internazionale di matrice religiosa. Il piombo è stato bandito dai nostri confini. Cioè... quasi. La Mafia continua a sparare perché esiste ancora anche se mantiene un profilo più basso e meno stragista ed eclatante di un tempo. Dunque, il piombo è rimasto nelle città italiane tanto che possiamo quasi pensare che questo pesante minerale sia legato in modo inscindibile alla mentalità dell'uomo che sembrerebbe non poterne proprio fare a meno. Questo rapporto intenso di "stretta intimità" si arricchisce in questo periodo dell'anno di un nuovo fattore... ambientale. Il piombo è uno dei metalli nocivi più presenti nell'atmosfera e la mancanza di piogge ne consente il rapido addensamento. Lo smog è determinato dal tubo di scappamento delle auto. Lo si comprende dalle azioni repressive che le amministrazioni locali intraprendono per "ripulire" l'aria che respiriamo tutti i giorni. Il notorio stop alla circolazione automobilistica vuole essere un piccolo tampone per andare incontro a quelle che sono le nostre primarie esigenze. Chiudiamo le finestre. Non si sa mai... Peccato. Sì, peccato che lo smog prodotto dalle automobili sia in realtà una delle componenti che lo determina. A implementare la ridda di veleni tossici per la nostra salute presenti nell'atmosfera c'è il riscaldamento (o il raffreddamento domestico) ma anche gli scarichi industriali su cui spiccano le scelte autodistruttive (e lo sottolineo) della combustione dei rifiuti. La scelta di smaltire la spazzatura attraverso l'incenerimento ha una duplice valenza negativa. Per prima cosa vengono consumate delle sostanze che potrebbero essere riutilizzate e riciclate (e che siamo incentivati a "diversificare"). Non solo, i detriti rimasti da tale combustione sono e rimangono rifiuti speciali da smaltire ancor più pericolosi di quanto non fossero in origine. Infine, anche se ci vengono continuamente propinati dati che sostengono che dalle ciminiere degli inceneritori escono margherite e ci volano attorno le api per fare il loro miele, nell'atmosfera vengono quotidianamente scaricati gas filtrati quanto si vuole ma che altro non possono essere se non una selezionare del tipo di inquinamento da diffondere e mescolare con l'ossigeno dell'aria. Se, poi, aggiungiamo che a sostituire il traffico di auto private dovrebbe essere il trasporto pubblico spesso formato da carcasse della strada che meriterebbero una degna sepoltura allora la situazione risulta chiara a tutti: il piombo è nelle nostre città e ci sarà per sempre...

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