La Commissione tecnica territoriale in materia di sostanze esplodenti presso la Prefettura di L'Aquila? C'è. Ma non esiste.

di Piero Tucceri. Fra le stigmate dell'italianità, è imperativo annoverare quella alquanto singolare inerente il varo di pletoriche normative finalizzate a disciplinare persino quegli aspetti della vita sociale nei cui confronti basterebbe invece, più semplicemente, seguire le elementari regole del buon senso e della maturità civica. Per spiegare questa fenomenologia, basti ricordare come Cornelio Tacito 
(Annales, Libro III, 27) descriveva in maniera impressionante l'odierna realtà italiana: “Corruptissima re publica, plurimae leges” (le leggi sono moltissime quando lo stato è molto corrotto). Già: il buon senso e la maturità civica. Due aspetti etici e socioantropologici a quanto pare avulsi dall'italico genoma. Ne consegue il ricorso di inattesi paradossi, poiché, quella medesima italianità, reca insita un'altra eccentricità tutta nostrana: quella della sistematica violazione della normativa datasi. Almeno questo è dato evincere dalle vicende in questione coinvolgenti eventi che dovrebbero essere invece contemplati prioritariamente in un consesso civile poiché inerenti l'impiego di materiale esplodente, il quale, proprio per la superficialità con la quale viene disciplinato tuttora, ha prodotto una serie di pesanti conseguenze sulle persone e sull'ambiente. Soprattutto nell'ultimo anno, e con una particolare incidenza nel territorio marsicano, hanno fatto ricorso gravi e reiterati incidenti provocati dall'incontrollato impiego dei fuochiartificiali. Di seguito, ne vengono dettagliate alcune relative circostanze: 
Dirigendo il cursore su una delle cinque foto che compaiono, si assiste allo scorrimento in successione delle stesse che si presentano inoltre opportunamente ingrandite, in maniera tale da rendere meglio apprezzabile l'entità del danno prodotto dall'incendio. Le stesse mostrano la linea elettrica dell'alta tensione che attraversa centralmente, e dall'alto verso il basso, l'area danneggiata. Inoltre, si evidenziano, lungo il confine in alto a sinistra del rogodue quadratini chiari appartenenti alle costruzioni di una delle due polveriere ubicate nell'areaL'altra, non compresa nelle immagini, è sita proprio a fianco del margine inferiore destro dell'area incendiata. Come si deriva agevolmente, solo per caso nessuna delle due è stata raggiunta dal fuoco. Per cui, di fronte a un simile e pericoloso paradosso logico e giuridico, viene da domandarsi: non sarebbe sufficiente appena un minimo di buon senso per concludere che non si debba assolutamente autorizzare l'accensione dei fuochi pirotecnici in un'area così pericolosa per la presenza di due polveriere e di una linea elettrica dell'alta tensione? Bisogna infine aggiungere che il margine superiore dell'area incendiata segna il confine con il Parco Regionale del Sirente-Velino. Il quale si dimostra parimenti afasico di fronte a cotanto scempio.
Sulla destra di questo filmato, si rileva la presenza di una costruzione. La stessa, di proprietà del Comune di Cerchio (AQ), ospita alcune famiglie indigenti, le quali, soltanto per dar sfogo alla parossistica idolatria del volgo, di fronte al pericolo rappresentato dallebombe che vengono fatte esplodere in pieno centro abitato, proprio sotto le loro finestre e davanti ai rispettivi portoni, vengono vergognosamente costrette, la sera della festa, ad allontanarsi dalle rispettive abitazioni. Tanta prevaricazione, si consuma sulla pelle di persone senza alternative: o subiscono l'isteria collettiva o rischiano di rimanere senza tetto! Di fronte a una così stridente criticitànessuna delle autorità competenti si è sentita finora in dovere di recepire in concreto quanto dettato dalla vigente normativa al riguardo, oltre che da un minimo di buon senso. Ancor meno lo ha fatto la “Commissione tecnica territoriale in materia di sostanze esplodenti presso la Prefettura di L'Aquila” all'uopo contemplata dal Regolamento di Pubblica Sicurezza (*). Che si è comportata finora come un ectoplasmaEssa c'è. Perché è contemplata dalla legge. Ma non esiste. Perché mancante della pratica operatività. Peccato che per il cittadino essa comporti comunque un onere economico. Ma tant'è: succede in Italia!

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