La legge elettorale che piace agli italiani: No coalizioni, Sì sbarramento al 5%, Sì premio di maggioranza al partito che vince le elezioni!

di Paolo De Gregorio. Vi sono delle regole legislative che, se fossero comprese nelle loro implicazioni pratiche, a costo zero, cambierebbero profondamente il teatrino della politica la cui rappresentazione è vecchia, ridicola, infarcita di bugie, calunnie sparate ad alzo zero, irriformabile al punto di non sciogliere un Parlamento eletto con una legge elettorale incostituzionale. Tutta la cronaca politica degli ultimi mesi non fa che parlare di trattative sotto banco, di inciuci, di governissimi, dei ricatti dei partiti minori, dei cambi di casacca dei voltagabbana,
di alleanze fatte al mattino e disfatte la sera, il tutto con un denominatore comune: la possibilità giuridica per i partiti di potersi presentare alla competizione elettorale in forma di coalizione. Basterebbe vietare questa possibilità. Per l’ottima ragione che un partito ha ragione di esistere per differenze sostanziali con gli altri, e che la storia politica recente ha certificato che le coalizioni non funzionano, sviluppano eterni litigi per la spartizione dei poteri e ciò blocca l’azione di governo, mentre il divieto di coalizione spingerebbe i partiti più piccoli a sciogliersi e ad integrarsi con quelli a loro più vicini, aiutati anche da un’altra regola indispensabile, che è quella di fissare al 5% la soglia di sbarramento per entrare in Parlamento (senza che questi voti possano essere utilizzati in nessun altro modo). Credo che gli italiani gradirebbero molto vedere 3 o 4 simboli nella loro scheda elettorale, piuttosto che le attuali lenzuolate. Con un sistema elettorale, che non prevede coalizioni, proporzionale e con le preferenze, per avere una immediata governabilità, il partito che ottiene più voti è quello destinato a governare, con il premio di maggioranza, per realizzare, senza alibi, il programma promesso agli elettori. Di Battista (il meglio dei 5 stelle) invece di parlare di “golpe istituzionale”, a proposito della ennesima porcata anticostituzionale (il rosatellum) che dovrebbe diventare la legge elettorale con cui andremo a votare in primavera, approfitti di tutte le occasioni di comunicazione per proporre una nostra legge, comprensibile per tutti, il cui obbiettivo democratico (altro che populismo) sia quello di offrire ai cittadini la facoltà di dare le preferenze e alla nazione la piena governabilità, anche se una legge del genere non passerà, fino a quando gli italiani non daranno la maggioranza assoluta al M5S.

6 commenti:

  1. A far rispettare la volontà popolare dovrebbe essere il garante della Costituzione, ossia il Presidente della Repubblica, altrimenti a cosa serve la sua presenza se non si oppone agli abusi anticostituzionali di questi finti politici che non hanno alcun interesse a governare, ma a rimanere col sedere incollate alle poltrone, danneggiando chi li mantiene in quella che è diventata una mangiatoia?

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  2. Ad ogni nuovo Governo, una nuova legge elettorale. È la realtà della politica italiana da circa vent’anni a questa parte: ogni Governo, ogni legislatura, preso atto dell’incostituzionalità della legge elettorale precedente, ne formula un’altra che non sempre tutela la scelta dell’elettore. Quasi mai, per la verità.

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  3. Cara Maria Pia, tu dici il Presidente della Repubblica!? Ma se è colui che sia pci che dc o psi, ha sempre acconsentito a che i suoi dipendenti al Quirinale percepissero uno STIPENDIO 10 VOLTE MAGGIORE DI QUELLO DI UN QUALSIASI ALTRO DIPENDENTE DELLO STATO, come puoi avanzare certe pretese... costituzionaliste?

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    1. Che tristezza! Avere gente inaffidabile alla direzione di un paese è una vergogna anche per noi che lo permettiamo. E' atroce vedere la nazione più bella del mondo sfregiata dalla gente più oscena del mondo!

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  4. Louis Marie Prudhomme10 ottobre, 2017

    “I grandi si sentono grandi solo perché noi siamo in ginocchio: RIALZIAMOCI!”

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  5. Stigmatizzo il pensiero di Gio60: Oggi per il 'rosatellum' ci si appella al Presidente della Repubblica!? Ma se è colui che - sia pci, che dc, o psi - ha sempre acconsentito a che i suoi dipendenti al Quirinale percepissero uno STIPENDIO 10 VOLTE MAGGIORE DI QUELLO DI UN QUALSIASI ALTRO DIPENDENTE DELLO STATO, come si possono ancora avanzare certe pretese... di costituzionalità?

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