Amazon comincia a fare concorrenza anche alle banche.

di Pompeo Maritati. “Amazon Lending” è il nuovo servizio offerto dal colosso del commercio elettronico Amazon già operativo in USA, Gran Bretagna e Giappone dal 2011, ancora sconosciuto qui in Italia. Trattasi di una vera e propria attività a carattere finanziaria, ovvero Amazon offre ai suoi fornitori di prodotti e servizi, la possibilità di avere dei prestiti, generalmente di breve durata. Va precisato che al momento, stando a fonti del Financial Time, complessivamente nel corso del 2016 sono stati erogati prestiti per un ammontare complessivo di 3 miliardi di dollari,
e pare, che tra il 2017 e il 2018 l’ammontare di questi prestiti potrà toccare i 5 miliardi, allargando la propria operatività in Canada, India, Francia e Italia. Per quanto ancora esigua in termini di quantità monetaria erogata, soprattutto se parametrata alle dimensioni territoriali in cui viene applicata, l’operatività dovrebbe cominciare a destare qualche preoccupazione al mondo della finanza. Alcuni di questi grandi colossi del commercio elettronico, stanno diventando anno dopo anno sempre più monopolisti del commercio, essendo stati capaci di inserirsi prepotentemente, con astuta intelligenza, tra le aziende produttrici e il consumatore. Altro elemento che dovrebbe farci riflettere, è che questi colossi sono nati e cresciuti al di fuori della lobbie della finanza. Se consideriamo che il sistema finanziario trae i suoi profitti dalle attività commerciali, partecipando al finanziamento delle aziende, senza per nulla incidere e partecipare all’attività commerciale di queste, ci si rende conto di quanto nel futuro, colossi come Amazon potrebbero turbare l’attuale assetto finanziario. Vi spiego il perché. Come detto prima le banche erogano i loro prestiti alle aziende, le quali sono indipendenti e autonome nello svolgere la loro attività commerciale di vendita, ovvero le banche sperano che alle aziende vada bene o quanto meno non falliscano per non perdere il denaro prestato. Amazon invece, opera in un contesto privilegiato, è lei che offre alle aziende il mercato potenziale per espandersi anche oltre i confini nazionali. Non solo, Amazon è in condizioni attraverso le recensioni di centinaia di milioni di acquirenti, peraltro sparsi in tutto il mondo, di poter valutare la potenzialità dei prodotti delle aziende da lei commercializzate. In poche parole ha il polso della situazione dell’andamento degli acquisti, che se accompagnato da una buona analisi del bilancio degli ultimi ¾ anni, forse potrebbe a volte a saperne più lei che il sistema bancario. Intravedo nell’innovativo servizio offerto da Amazon (Amazon Lending) la possibilità che anche altri colossi, possano operare in condizioni di forza e di grande condizionamento del mercato, essendo loro in effetti l’acquirente dei prodotti delle aziende che loro stessi finanziano. Un legame indissolubile, che nel tempo ha molte buone probabilità di trasformarsi in una vera e propria sottomissione commerciale. Non è errato ipotizzare che se le condizioni dettate da Amazon non venissero accettate, ovviamente sempre nel rispetto delle leggi vigenti, potrebbe l’azienda fornitrice vedersi chiuso il proprio canale di vendita. Se pur vero è che ancora siamo agli embrioni di un nuovo ingerimento finanziario, è altrettanto vero che il mercato sta andando incontro ad una spaventosa velocizzazione in tutti i suoi settori attraverso il web, in cui non è più solo il denaro a viaggiare alla velocità della luce, ma anche gli acquisti on line, che con una capillare ramificazione di enormi depositi ubicati in tante aree del mondo, in 24 ore sono in condizioni di recapitare anche un semplice acquisto di 10 euro, peraltro abbinato ad una serie di tutele a agevolazioni agli acquirenti che spesso nemmeno i negozianti al dettaglio applicano. In poche parole il cliente acquista nella più ampia sicurezza e tranquillità di poter recedere o vedersi sostituito il suo acquisto senza tante formalità e il tutto comodamente a casa sua. Se nel contempo non si interverrà con azioni di protezionismo da parte del sistema bancario a livello mondiale, cosa che trovo molto difficile, nel prossimo futuro il sistema finanziario, riferito a quello bancario, si dovrà confrontare, con un sistema più invadente e meno democratico di quello attuale.

5 commenti:

  1. Stando a dati ufficiali alcune banche italiane hanno crediti deteriorati per 361 miliardi di euro! W la concorrenza alle banche e speriamo che la Bankitalia venga nazionalizzata.

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  2. Quello che sta emergendo in commissione banche è serio, grave e allarmante. E dimostra che abbiamo fatto bene a volere questa commissione. E a dire che il sistema di vigilanza aveva delle serie falle.

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  3. Botta e risposta tra Consob e Bankitalia in commissione di vigilanza sulle banche. La Consob accusa: nel 2013, non vennero segnalati 'problemi' in vista dell'aumento di capitale di Veneto Banca. All'epoca "fu segnalato un prezzo incoerente", replica Bankitalia. Un "teatrino drammatico", commenta il Movimento Cinque stelle mentre il Pd parla di "falle allarmanti". SIAMO IL PAESE DI PULCINELLA. QUESTA CLASSE DIRIGENTE FA RIDERE IL MONDO INTERO E A NOI FA PIANGERE LACRIME E SANGUE!

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  4. Secondo una corrente di pensiero: Le Commissioni non riescono a risolvere il problema! Statalizzare Bankitalia che oggi è privata. Basta andare in Rete e vedere chi è azionista: molte sono banche. Nazionalizzare bankitalia.

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  5. Sono dell'opinione che serva una riforma delsistema creditizio e di Bankitalia.

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