Caro Di Maio, bisogna saper vincere, ammesso e non concesso che tu in Sicilia abbia vinto!

Caro Di Maio, è vero che dalle urne siciliane, disertate da oltre il 53% degli aventi diritto, ne é uscito fuori un Matteo Renzi con le ossa rotte, ma è altrettanto vero che queste elezioni non le stai vincendo né tu, nè il tuo Movimento, ma il Centro Destra. Ora delegittimare il segretario del Pd, democraticamente eletto in quel partito, dicendo di volere annullare il confronto televisivo in programma a 'Dimartedì' su La7, solo perchè il leader del Pd queste elezioni siciliane le sta perdendo di brutto, non ti fa certo onore, dal momento che è prerogativa dei grandi vincitori saper rendere l’onore delle armi ai vinti. Ma in questa tornata elettorale non sei certo tu il vincitore, se non altro perché in Sicilia stanno vincendo Berlusconi e Salvini. Oltretutto, non puoi essere neanche tu a sceglierti l’interlocutore di quella parte politica che fa legittimamente capo a Matteo Renzi. Mentre faresti bene ad organizzare le tue truppe per marciare contro quel Centro Destra che da oggi è il tuo vero avversario politico nella corsa a Palazzo Chigi. Vedi, caro Di Maio, nella vita bisogna saper vincere, e tu finora hai vinto solo uno scranno in Parlamento e la leadership dei 5stelle, ma è molto più difficile saper perdere e tu in Sicilia non hai saputo perdere!

11 commenti:

  1. Oggi Di Maio scappa. Mi spiace per i miei figli pensare che gli italiani rischino di essere guidati da un leader che è senza coraggio. Che ha paura di confrontarsi. Che inventa scuse ridicole. Se un leader che vuole governare l'Italia con queste sfide ha paura di uno studio televisivo, semplicemente non è un leader. A domani, alle 21.30, su La7: se Di Maio ha un sussulto di dignità lo aspettiamo in studio. Altrimenti faremo con i giornalisti.

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  2. GAFFE M5S. Non può essere Di Maio a decidere chi è il leader del PD. Renzi ha mille torti ma è stato eletto segretario del PD e tale resta. Mi spiace per 5s, ma gli impegni presi, anche quelli televisivi, vanno onorati!

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  3. Va bene così: centro destra al governo, coma la DC, e M5S all'opposizione, come il PCI. Ad ognuno il suo ruolo.

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  4. i parlamentari GRILLINI, sono stati nominati non eletti!!!!
    Un parlamento nominato legifera è democrazia??????????????????????

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  5. Di Maio scappa dal confronto tv col Bomba: "Il PD è morto". La ridicola giustificazione: "Mi confronterò con la persona che sarà indicata come candidato premier da quel partito o quella coalizione".

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  6. dove sono finiti gli statisti? politici improvvisati e problemi irrisolti ecco la triste realtà!!!

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  7. Con la Sicilia e con Ostia inizia il declino dei Cinque Stelle, annunciato dalle disfatte amministrative di Roma e Torino. Candidati inadeguati, insensatezze e avvisi di garanzia. Soltanto i senza speranza, e ve ne sono troppi in Sicilia, motivatamente, possono ancora votarli. Ma il paradigma della loro inadeguatezza è Giggino Di Maio, nella versione sbruffone, che non riesce a contenere, pur essendo evidenti i suoi limiti. Gli manca il cervello e il fisico. Però, ebbro di potere, restituisce l'identità del suo capo all'omonimo prototipo: il Marchese del Grillo. Forse nessuno lo ha osservato, commentando le grottesche esternazioni contro gli antagonisti e i «vomitevoli» giornalisti, con quel tono, preciso: «Io sono io, e voi non siete un cazzo».

    Il nuovo Marchese del Grillo se lo poteva permettere, mentre il suo minuscolo e rattrappito reggicoda diventa ridicolo e patetico. E l'ha già fatto due volte in due giorni: ieri con Renzi, negandosi al confronto («io sono io, candidato premier, e lui non lo so più»); e tre giorni fa, nel ristorante di Palermo dove, entrato con la sua banda, come un piccolo boss, fece la nota sceneggiata documentata da Mario Aiello. Alla vista di tre giornalisti, già seduti al loro tavolo, Giggino pronunciò la fatidica frase: «O noi o loro», con evidente intimidazione. Giggino si sente proprio il marchese del Grillo, più di Grillo stesso. Fra un po' rifiuterà un incontro con Trump, invocando il Russiagate. «Io sono io... e voi...».

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  8. Ale Sallusti07 novembre, 2017

    Se per Renzi è stata una disfatta annunciata che avrà conseguenze pesanti sulla sua leadership, a Di Maio rode davvero tanto. Evidentemente non si aspettava di stare con il suo governatore Giancarlo Cancelleri ben cinque punti sotto il centrodestra, per di più con l'aiuto consistente di migliaia elettori di sinistra che - perso per perso - hanno utilizzato il voto disgiunto (non previsto per le Politiche): lista Pd, candidato governatore Cinquestelle.
    Se devo dire, la faccia di queste sconfitte non è tanto quella di Matteo Renzi (che peraltro si è ben guardato di mostrarla) ma quella di Luigi Di Maio che già si sentiva viceré delle Due Sicilie. Il ragazzo torna a Roma con le pive nel sacco senza neppure riconoscere - e questo la dice lunga sulla rabbia che cova - la vittoria al rivale Musumeci, inedito sgarbo che neppure la Clinton si sentì di fare con il pur odiato Trump.

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  9. Ho raccolto le dieci domande più frequenti di queste ore via email.
    Così facciamo una enews un po’ diversa dal solito.
    1. Perché stasera non ci sarà il confronto con Di Maio?
    Perché Di Maio ha avuto paura. Prima ha chiesto il confronto, poi è scappato. Cliccando qui trovate il mio commento su Facebook, molto condiviso in rete ieri. Mi dispiace che un uomo che si candida a governare il Paese abbia paura di uno studio televisivo. E mi dispiace che siano rilanciate come motivazioni politiche le sue scuse. Tutti noi abbiamo avuto un Di Maio compagno di scuola. Uno di quelli che ti provocava nell’intervallo dicendo: “Vieni fuori, che ti faccio vedere io.” Poi tu uscivi fuori e lui non c’era. Li conosciamo. Magari sono anche simpatici. Però a nessuno di loro affideresti il futuro dei tuoi figli.
    2. E stasera vai lo stesso da Floris?
    Avevo dato la mia disponibilità e rinunciare mi sembrerebbe un atto da vigliacco. Ci saranno alcuni giornalisti che mi amano molto come Massimo Giannini, Alessandro Sallusti e Massimo Franco. Purtroppo Marco Travaglio era già impegnato, altrimenti si sarebbe unito anche lui al team. Passeremo una serata a confrontarci senza rete. L’appuntamento è alle 21.30 su La7.

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  10. Luigi Di Maio aveva deciso tutto: data, rete tv, trasmissione, conduttore. Poi ha cambiato idea dicendo che non riconosce Matteo Renzi come avversario. Peccato che non sia lui a decidere chi sia il leader, ma gli elettori. Se chiedi un confronto e, in questo caso, è stato Di Maio non Renzi a chiederlo, poi lo devi fare. Altrimenti come fai ad accreditarti come leader? Un leader deve saper confrontarsi, aggregare, duellare sui contenuti non solo urlando Onestà, onestà. Eppoi non è che un talk show ti fa cambiare idea. Banalizzando: se sei interista puoi guardare il gol del Milan, ma non diventi milanista. Ma una sfida tv, comunque, permette di dimostrare se sei vincente o no.

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  11. Renzi ieri sera s'è presentato a Dimartedì chiedendo all'assente ingiustificato Di Maio di rinunciare all'IMMUNITA' PARLAMENTARE: "Rinunci all'immunità, si lasci giudicare. Vediamo chi è più Casta e chi più cittadino", ha detto Renzi. Di Maio già a suo tempo gli rispose: "Non l'abbiamo mai usata".

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