La violenza non ammette scuse, mai.

"Negli ultimi giorni sono venuti 30 giornalisti a scoglionare. La pazienza ha un limite. Voi che avreste fatto???". Parola di Roberto Spada. L’uomo della famiglia sinti residente a Ostia che, nei giorni scorsi, aveva espresso una sorta di endorsement nei confronti del candidato sindaco di CasaPound Luca Marsella e che si è reso protagonista di un’aggressione ad un giornalista della trasmissione di Raidue Nemo - Nessuno escluso.
Con un post su Facebook di qualche minuto fa, Roberto Spada ha cercato di giustificare la sua azione, offrendo la 'sua' spiegazione: "Perdonatemi…io comprendo e rispetto il lavoro di tutti… dopo un’ora e mezzo di ‘non voglio rilasciare nessuna intervista’…entrava a forza in un’associazione per soli soci…disturbando una sessione e spaventando mio figlio ...voi che avreste fatto???". Le parole dell’esponente della famiglia Spada, circa un’ora dopo essere state pubblicate, sono state rimosse dal social network. Ma i suoi followers hanno fatto in tempo a commentare le sue affermazioni con messaggi di supporto e condivisione. Insomma, una vera e propria class action di solidarietà. 
"Il posto giusto per questo 'signore' è la galera! Tutta la mia solidarietà al giornalista Daniele Piervincenzi e alla troupe di Nemo, nessuno escluso". Lo scrive su Twitter il segretario della Lega, Matteo Salvini, riferendosi a Roberto Spada. Ma perché Spada non è stato ancora arrestato? Il motivo risiede nel codice di procedura penale. Infatti, per il reato di lesioni personali non sussiste nessuno dei presupposti per l'arresto. Questo perché manca la flagranza. Spada non è stato colto mentre compiva il reato. E la denuncia sporta dal giornalista è stata fatta il giorno dopo, come spiega il Giornale. Inoltre, la prognosi di venti giorni fa sì che si configuri il reato di lesioni lievi, punibile con una pena da sei mesi a tre anni di reclusione. E anche qui l' arresto in flagranza è consentito soltanto per quei reati che prevedono una pena non inferiore a cinque anni. Insomma, se il reato rimarrà quello di lesioni lievi, Spada rimarrà a piede libero.

4 commenti:

  1. Perdere la pazienza non significa sconfinare nella violenza brutale.
    Libertà & Progresso, manifesta la piena solidarietà a tutte le vilive.itttime di tali comportamenti incivili.
    F.sco Della Rovere - Libertà & Progresso della.rovere@live.it

    RispondiElimina
  2. Se Ostia, ma non solo, è governata dalla malavita e no dalle istituzioni, la colpa è solo dello Stato, latitante da troppi anni. I fatti di cronaca li conosciamo, le denunce ci sono state: una giornalista minacciata vive sotto scorta. Polizia, carabinieri, pm, insomma lo Stato dove stava? Fare le multe con gli Autovelox sulla Colombo con gli assurdi limiti di velocità di 30Km/orari non basta per mantenere la legalità.

    RispondiElimina
  3. L'aggressore degli inviati di Nemo, Roberto Spada, che ha spaccato il naso a Daniele Piervincenzi è ancora a piede libero. Solo a me sembra una follia assoluta? In un Paese civile sarebbe in galera già da ieri. Qui da noi no.
    Qui non paga mai nessuno.
    Qui i prepotenti e gli arroganti la fanno da padroni. Chi commette reati o non viene arrestato o anche se viene arrestato poi non si fa neppure un giorno di carcere. Oppure arriva un condono. Che credibilità possono avere le istituzioni in questo contesto? Come fanno i cittadini a fidarsi dello Stato, se i bulli di quartiere e i bulli istituzionali rimangono sempre impuniti?
    Bella e giusta la solidarietà a Daniele, ma ora bisogna fare qualcosa. Subito.

    RispondiElimina
  4. GANDHI ha liberato l'India, utilizzando metodi NON VIOLENTI.
    La violenza non risolve mai. La lezione di GANDHI è sempre attuale e lo sarà fino alla fine dei tempi.

    RispondiElimina

Freeskipeer è uno spazio libero. L'immediatezza della pubblicazione dei commenti non permette filtri preventivi. Per questa ragione chi commenta è il solo responsabile del contenuto delle proprie affermazioni. freeskipeer si dissocia da eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.

Freeskipeer Italia si dissocia categoricamente da:
- messaggi con linguaggio offensivo
- messaggi che contengono turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)