Se l’Egitto criminale che ha massacrato Giulio Regeni vuole passare come vittima.

di Marco Barone. Mantenere la lucidità penso sia la cosa più difficile nel percorso, lungo, tortuoso, intrapreso fin dai primi momenti di quel maledetto 3 febbraio 2016 in Egitto, per Giulio Regeni. Quello che ha dovuto subire Giulio è un qualcosa che al solo pensiero ti blocca, ti lascia senza fiato, senza parole. Ma le parole vanno trovate. Questo è un mondo fatto anche da bestie, più bestie dei poveri animali selvaggi. E bestie, senza cuore ed anima alcuna, sono coloro che hanno
massacrato un ragazzo, la cui unica colpa è stata quella di aver fatto domande sbagliate a persone sbagliate per i suoi studi, per la sua ricerca. Hanno ucciso la conoscenza, la ricerca, il progresso umano, la libertà quel giorno. Giulio avrebbe potuto dare molto al nostro mondo. Ma delle bestie hanno deciso che questo non doveva succedere. Bestie al potere, bestie che hanno massacrato altri centinaia di giovani nello stesso modo, fatti sparire nel nulla. Inghiottiti nel vuoto di un silenzio che è stato rotto in modo violento, sconvolgente anche per le stesse bestie, per quella reazione immediata internazionale che si è sollevata per solidarizzare ed aiutare la famiglia di Giulio. Questo è successo. Ed in Egitto sono andati su tutte le furie. Ne hanno combinato di cotte e di crude. Se quelle bestie non erano responsabili della morte violentissima di Giulio, per quale diamine di ragione hanno determinato e favorito depistaggi, come ben noti? Hanno ostacolato la verità? Dall'uccisione di quattro ragazzi accusati di essere stati i rapinatori di Giulio, ai documenti negati, alle cose non dette, alle menzogne dette, al fermo di avvocati? Per quale diamine di ragione? Ed ora, il male ha deciso di puntare il dito su Cambridge. Sì, è giusto approfondire il modo con il quale quell'università opera, su quali precauzioni adotta o non adotta per proteggere i propri studenti che operano in Paesi caldi, a rischio, ma non è Cambridge il criminale, il delinquente, l'assassino di Giulio e non solo di Giulio. Il male è in Egitto. Le bestie sono in Egitto. Un Paese con cui l'Italia i rapporti politici ed economici li mantiene. Basta leggersi tutti i dati pubblici che dicono chiaramente che "al pari dell'interscambio commerciale, nonostante la crisi politica ed economica egiziana, anche nel 2016 si e' assistito ad un consolidamento della presenza delle nostre aziende in Egitto, che operano sia attraverso investimenti diretti che partecipando ai grandi progetti di sviluppo attuati dalle autorità egiziane." E ci sono anche aziende del Friuli Venezia Giulia. I rapporti economici con l'Egitto non sono mai stati messi a rischio, mai in discussione. Ma anche nel 2017 le cose vanno bene, ad esempio il solo volume degli scambi commerciali tra l'Egitto e l'Italia è aumentato anche del 30% per registrare 1,3 miliardi di euro nel primo trimestre dell'anno in corso, contro 1 miliardo di euro nello stesso periodo dello scorso anno. Ed allora quando dall'Egitto dicono che l'uccisione di Giulio sarebbe stato un tentativo per bloccare investimenti italiani in quel luogo, manipolando la comunicazione, passando per vittima, arrivando a sostenere che chi ne ha tratto vantaggio da quel fatto criminale non è l'Egitto, che l'Egitto è stato oggetto di una campagna denigratoria, e che addirittura dietro la morte ci sarebbero i servizi inglesi, si dicono robe che solo la peggior mente diabolica umana potrebbe partorire. Un sistema di potere che vorrebbe passare da carnefice a vittima. Certo, l'Italia in questo forse ha fatto scuola, con il fascismo è stato così, in tutte le dittature è stato così, perchè le dittature sono calunniose per questione genetica, ribaltano la realtà, manipolano i fatti, ma queste manipolazioni non serviranno ad un bel niente. Perchè la verità la conosciamo tutti, abbiamo capito tutti come stanno le cose. E chi intrattiene rapporti con quel sistema come deve essere definito? La nostra Costituzione ha ancora un valore? La questione morale quanto conta ancora in Italia, in Europa, nel mondo?

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