A che serve lavorare? Meglio farsi ‘assistere’ dallo Stato!

Lavoro e Pensione: due grandi temi che stanno al centro degli interessi degli italiani e che il governo affronta, in malo modo, con bonus e ticket che, ad essere educati, fanno indignare i cittadini onesti e per bene di questo Paese.
Infatti le politiche economiche messe finora in campo tendono a svalutare il lavoro dipendente - quello a mille euro al mese, quello delle buste paga dimezzate dal passaggio dalla Lira all'Euro, quello di chi paga fino all'ultimo centesimo di tasse e di contributi previdenziali, quello che si vede 'elevare' l'età pensionabile e 'abbassare' l'importo mensile della futuribile pensione - per premiare chi, invece, nella vita è rimasto lì, 'inattivo', ad aspettare la manna dal cielo: reddito di inclusione, di cittadinanza o di povertà, come volete chiamarlo, e pensione sociale che 'qualcuno' vorrebbe aumentare fino a 'Mille euro' al mese. Mille euro che raddoppiano se passa la proposta di 'qualcun altro' che vorrebbe dare altri 'Mille euro' al mese a chi ospita un immigrato in casa propria! Allora, conti alla mano, a che serve andare a lavorare, sbattersi dalla mattina alla sera, per riportare a casa quattro soldi? A che pro lavorare 'in regola', versare i contributi all'Inps, se poi lo stipendio non è molto dissimile dagli 'aiuti' di Stato e la pensione è prossima a quella 'sociale'?

7 commenti:

  1. REDDITO di INCLUSIONE: Ennesima putt....a assistenzialista del governo di regime comunista, che anziché favorire il lavoro, abbassare il debito pubblico, migliorare lo spread, ecc. diminuendo spese statali e tasse, fa l'esatto contrario regalando i nostri soldi a gente tenuta senza lavorare. Sembra la gestione di un centro sociale invece che quella di uno stato (con la "s" minuscola)!

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  2. L'interessantissimo post dell’attuale Sindaca Chiara Appendino, sui derivati, merita proprio di essere letto. Lo ha pubblicato il 22 febbraio 2011 su http://beppegrillo.it col titolo "Qualche numero sui Derivati torinesi".
    Ne leggiamo alcuni passaggi:
    "Al 31/12/2009 il debito residuo del comune di Torino, calcolato esclusivo sulle voci di debito di finanziamento, quindi quelle forme di prestito erogate da terzi e sui quali generalmente vengono pagati interessi passivi, era pari a circa 3,2 miliardi di euro”. Un fardello che Palazzo Civico e noi cittadini ci trascineremo dietro per molto tempo, dato che i primi Derivati scadranno nel 2016 mentre altri arriveranno fino al 2037”.

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    Sulla base di quanto scritto a suo tempo dalla Sindaca Appendino, come cittadini contribuenti ridotti all'osso ci chiediamo: "Perché il Comune di Torino, non segue l’esempio di tanti altri Comuni quali Rimini, Cattolica, Recanati ecc. che sono usciti brillantemente da un gioco al massacro che, a conti fatti, risulta essere peggio di una roulette russa?
    Nel contesto, il caso riguardante il Comune di Acqui Terme vale come pietra miliare...dove dei coraggiosi Cittadini sono riusciti a portare alcune banche davanti ai giudici...uscendone poi vittoriosi.
    Le strade per rimediare ci sono: le hanno indicate la Corte Dei Conti e la Corte di Cassazione.
    Uscire dai derivati si può e si deve. Con la montagna di soldi pubblici che il Comune di Torino andrebbe a recuperare quanti interventi, in più, potrebbero esserci a sostegno del Sociale? E quante imposte comunali potrebbero essere diminuite al cittadino pagatore?

    F.sco Della Rovere Savino Guarino Giacomo
    Il Segretario Nazione di L & P Coord. gruppo Contabilità Pubblica
    https://pubblicitarizzati.blogspot.it https://lalfiere.blogspot.it



    (Ciclostilato in proprio, corso Regina Margherita n.158 – Torino – 1° dicembre 2017)

    P.S. Lunedì 4 12 2017, volantinaggio P.zza Castello

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  3. sono un lavoratore di una piccola impresa. Guadagno 1.100 euro al mese. Sto seriamente pensando di mettermi in proprio, ovvero di richiedere il reddito d'inclusione, dare una mano a bottega di mia moglie e poi... aspettare la pensione sociale, logicamente voterò Berlusconi che ha promesso di portarla a mille euro al mese: finalmente le cose cominciamo a girare nel verso giusto anche per uno come me!

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    1. Se credi a Berlusconi:Quando lui ha governato cosa ha fatto? Vai a chiedere a coloro che vivono ancora nelle baracche all'Aquila

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  4. Più di 23 miliardi di euro. È questa la cifra che lo Stato italiano ha perso in soli quattro anni, dal 2011 al 2015, sui contratti derivati sottoscritti dal Tesoro con grandi banche d'affari internazionali. Un fiume di denaro destinato a ingrossarsi. A svelare la storia e i dettagli inediti della folle scommessa dei derivati di Stato, un affare complicato fatto di speculazioni, commissioni occulte e righe scritte in un corpo leggibile solo con la lente

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    1. M5SunasceltadiVita09 dicembre, 2017

      Ma in primavera potremmo finalmente dire anche noi 'la nostra' e mandarli tutti a casa per iniziare un nuovo percorso di libertà, di uguaglianza, di giustizia e di vera democrazia: volerlo sta solo nelle nostre scelte, nel dove apporre la nostra croce sulla scheda elettorale!

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    2. Aspettate a cantare vittoria:Torino Roma Livorno, non avete ancora vinto. Pensate alle inchieste in corso.

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