venerdì 29 dicembre 2017

Corrotti e corruttori. Si è scientemente sorvolato su onestà e meritocrazia preferendogli mazzette e raccomandazioni.

di Piero Tucceri. La nostra è una società virtuale, incentrata sulla ostentazione della ricchezza e sul successo, i quali vengono assunti come criteri di felicità.
Dimenticando, però, che il benessere corrompe: basta infatti sollevare il velo posto sopra le personalità dei diversi ambiti del successo, per vedere emergere soltanto disonestà e corruzione. Il che ricorre dal momento che l'abbondanza nuoccia alla coscienza, rendendola amorale. Tacito ricordava in proposito (Historiae, I, 15): "Fortunam adhuc tantum adversam tulisti: secundae res acrioribus stimulis animos explorant, quia miseriae tolerantur, felicitate corrumpimur.". La corruzione e la disonestà sono i due principali responsabili dell'odierno imbarbarimento sociale e delle relazioni interpersonali. Da esse non si salva più nessuno, nel pubblico come nel privato, nel nord come nel sud dell'Italia. Questo, perché è venuta meno l'etica sociale, anche perché non si investe come si dovrebbe nella formazione. Siamo scaduti al punto in cui non esistono più la famiglia e la scuola: i due capisaldi della società civile. Nelle case non esiste più la mensa, attorno alla quale si parla. Al suo posto, ci sono la televisione e i telefonini, con i rispettivi corredi di spazzatura. Ad aggravare ulteriormente la situazione, si aggiunge il sempre più preoccupante aumento delle famiglie divise o separate. Nella scuola, mancano gli insegnanti consapevoli della propria missione e perciò incapaci di rivolgersi ai ragazzi con coraggio e determinazione, ponendo l'allievo al centro della dinamica formativa e non confondendolo con un semplice numero. La domanda cruciale rimane tuttavia la seguente: cosa è l'onestà? Essa può riassumersi nella buona abitudine di fare il proprio dovere sino in fondo. Costi quel che costi. Perché il cittadino onesto non deve tirarsi indietro di fronte a una scelta giusta; non deve cedere a compromessi, così come non deve indulgere alla vita facile, né, ancor più, lasciarsi suggestionare dal denaro. E' vero: in giro ci sono troppi corrotti e corruttori. Entrambi sono colpevoli nella stessa misura. Anche se in questo senso non aiutano certamente fenomenologie come quella dei quartieri abbandonati al degrado dalle istituzioni. Non sono inoltre da dimenticare i troppi politici disposti al compromesso per farsi eleggere dalla malavita. Per questo ci sono troppi concorsi truccati e troppi appalti concessi senza il rispetto delle relative regole. Una domanda si pone tuttavia con impellenza: perché siamo giunti a questo punto? Perché sono venuti meno i valori fondanti della società civile. Questo è successo sicuramente anche perché è stato concesso troppo ai figli, senza preoccuparsi di insegnargli a distinguere il lecito dall'illecito. Il risultato è quello di una dilagante fragilità etica. Siamo giunti a un degrado tale per cui manca qualsiasi punto di riferimento. Del resto, quali riferimenti sono stati prospettati ai giovani? Non si dovevano insegnare loro le scorciatoie. Si è scientemente sorvolato sul concetto di onestà e di andare avanti per merito anziché per raccomandazione. In Italia, è davvero così diffusa la corruzione? Sembra di si. Stando almeno ai dati oggettivi ancor più che alle impressioni soggettive. Proprio secondo questi dati, pare che l'Italia sia uno dei Paesi più corrotti al mondo. Questo triste primato, è la risultante degli inadeguati controlli nella pubblica amministrazione, delle troppe tangenti, dello spreco delle risorse pubbliche, delle troppe opere incompiute e di tanto altro ancora. Inoltre, almeno finora, sembra che il sistema della corruzione esca danneggiato, ma non scardinato, dalle varie inchieste giudiziarie. E' pertanto inevitabile che un Paese come l'Italia, divorato dalla corruzione, sia votato al suicidio. E quel che preoccupa maggiormente, è che gli italiani non se ne preoccupino. Del resto, l'italiano è avvezzo a lamentarsi. Questo si sa. Egli subisce la corruzione come una sorta di calamità naturale. Quasi come un male necessario. Come se essa non dipendesse da essi stessi e dai loro quotidiani comportamenti.

5 commenti:

  1. PREFETTURA
    Sig. Prefetto
    Piazza Castello n.201
    10124 Torino (TO)

    [Lettera apertissima]


    Sig.Prefetto,
    Il 12 ottobre 2016 La Nuova Periferia, pubblicava il seguente articolo <>. Tetti Cagnassone è una borgata di San mauro Torinese.
    Sono emblematiche le parole riportate del Consigliere di opposizione Paola Antonetto:
    “La strada riversa in una situazione paradossale – commenta – alpunto da domandarsi se sia veramente San Mauro o un quartiere fantasma. In questa zona non sono garantiti i servizi essenziali per consentire alle persone di abitarvi, inoltre come mi ha spiegato uno dei residenti, la MICROCRIMINALITA’ èormai un fatto quotidiano. Capita sovente infatti che i malviventi vadano a fare visita alle abitazioni approfittando della mancanza di ILLUMINAZIONE che rende difficoltosa la visuale.”
    Siamo al 27 dicembre, e siamo in inverno: Ghiaccio, neve, ecc. gli sfortunati che percorreranno la strada che collega alla Borgata rischiano di finire fuori strada!!!
    Lei,trova logico che manchi la rete fognaria? E’ logico che non debbano avere il metano, ma stufe ed altro?
    Il Sindaco, la Giunta, I consiglieri di San Mauro: Hanno il metano? Hanno l’illuminazione pubblica? Hanno la rete fognaria?
    Perché Prefetto, Tetti Cagnassone NO???
    Wy.Ktr.

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  2. Quello che Tu dici purtroppo avviene spesso.

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  3. Se in quel Borgo vivessero molte persone=molti voti, stai tranquillo che il Comune si attiverebbe. probabilmente si tratta di 4 gatti, ergo se ne impippano tutti. Fintanto che qualcuno non si farà male o protesterà si andra avanti così.

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  4. Se si fosse in periodo elettorale, il Comune correrebbe a mettere a posto, aspettate che arrivi la campagna elettorale prossima, forse, avrete quello che vorrete. Auguri per la Vs.giusta lotta.

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  5. Che assurdità investire $ in derivati: assurdo

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