Una legge di stabilità finalizzata al Governo Renzusconi.











di Gerardo Lisco.
Per capire ciò che succederà dopo le elezioni bisogna riflettere sostanzialmente su due questioni: i provvedimenti che con la legge di stabilità il Governo si appresta a votare e le dichiarazioni che Berlusconi e Renzi fanno quotidianamente. Partiamo dalla manovra finanziaria.
Giorni fa il Commissario della UE, il famigerato Katannen ha dichiarato che i conti dell'Italia non sono in ordine mancano all'appello 3 miliardi, secondo altre fonti addirittura 7 miliardi. Questo vuol dire che subito dopo le elezioni politiche al nuovo Governo toccherà fare una manovra da almeno 7 miliardi per rimettere a posto i conti; proprio a causa degli accordi che i Governi italiani degli ultimi anni ( a partire da quello Berlusconi che vide la sottoscrizione di trattati comunemente ricondotti al Fiscal Compact) hanno sottoscritto. A parte il mancato rispetto dei vincoli di bilancio, è il modello di sistema che i provvedimenti in corso di approvazione ridefiniscono che di fatto rende Berlusconi e Renzi pari e quindi futuri alleati. Dopo anni di smantellamento del Welfare State, di diritti dei lavoratori all'insegna dello slogan difendiamo il lavoro e non i lavoratori, dopo anni di privatizzazione dei servizi pubblici di interesse economico, al di là della propaganda sulla crescita del PIL che come ormai appare acclarato non porta occupazione ma addirittura una ulteriore riduzione delle protezioni sociali a favore della speculazione, in vista delle elezioni politiche della prossima primavera qualcosa dovevano pure inventarsela. Non una cosa qualsiasi sia chiaro. Ciò che serve è la prosecuzione del processo di ridefinizione del sistema a favore del mercato e del capitale speculativo ed ecco la soluzioni: bonus, sgravi fiscali, detassazioni per le assunzioni, detassazione delle maggiori prestazioni. In una parola, egregio cittadino eccoti una mancia che ti consente di sopravvivere e poi, se vuoi vivere, il problema è tuo. Tradotto in altri termini: caro cittadino puoi toglierti lo "sfizio" di mettere al mondo dei figli, ti dico che con tutti gl immigrati non serve perché ci costa di meno, comunque eccoti il bonus bebè. Se poi il sistema sarà tale che tuo figlio avrà difficoltà a studiare, a trovare un lavoro, ad impegnarsi in un mestiere la responsabilità è individuale e quindi è tua che lo hai voluto ed è sua che è fondamentalmente un inetto. Come interpretare gli sgravi a favore delle imprese che assumono: il Governo ha fatto il suo dovere, sei stato chiamato a lavorare dopo di che se perdi il lavoro, se il tuo datore non ti paga come dovrebbe il problema non è più dello Stato, che ha ormai reso lecito l'illecito rinviando ogni cosa alla negoziazione delle parti in nome della sacralità del contratto, la colpa è tua, lavoratore, che non hai cooperato, non hai accettato di essere un servo della gleba fino in fondo. Passiamo alla scuola. Con l'alternanza scuola lavoro sono state create le condizioni perché il giovane possa conoscere da subito il mondo del lavoro. Anche in questo caso sono state create le condizioni perché il giovane possa valorizzare al meglio la propria individualità o, come sostiene il mainstream, possa diventare imprenditore di se stesso. La verità è che l'alternanza scuola lavoro si è tradotta nel fornire forza lavoro gratis all'imprenditoria e sul piano educativo a far entrare nella logica della corvè medievale il giovane impiegato nell'alternanza scuola lavoro. Passiamo alla sanità. Il mantra anche in questo caso è semplice. Hai bisogno di una visita medica? porta la fattura in detrazione nella dichiarazione dei redditi e in questo modo non solo lo Stato ti aiuta ma ti consente di scegliere liberamente da chi farti curare. Questa logica trova solo un intoppo e non da poco. Per poter scegliere da chi farsi curare è necessario avere denaro sufficiente per pagare il medico. Non sempre questa disponibilità è tale e non sempre la disponibilità è tale da consentire l'accesso alle cure migliori. Il fine è l'alleanza Renzi /Berlusconi. Le loro dichiarazioni pubbliche potrebbero e vorrebbero far pensare che una tale ipotesi sia da fantapolitica. Renzi teme di perdere voti alla sua sinistra nonostante i tanti utili idioti che si apprestano a varare liste civetta; Berlusconi teme la stessa cosa alla sua destra rispetto a Salvini e Fratelli d'Italia. Nessuna preoccupazione. Più il confronto tra i due diventa duro, più dietro l'angolo c'è l'alleanza tra i due e un loro possibile Governo. Entrambi rappresentano gli interessi della grande finanza, del mondo imprenditoriale che preferisce fare la concorrenza alla Polonia, alla Romania, alla Slovacchia, ecc. Cioè quella imprenditoria che ritiene che per essere competitivi servono salari e diritti ridotti. Questo mondo imprenditoriale è lo stesso che sostiene il reddito di cittadinanza universale per tutti che gli consentirebbe di avere una massa di potenziali lavoratori flessibili a tutto. E' quel mondo imprenditoriale convinto che industria 4.0 serva soprattutto a smantellare i sindacati, ad eliminare la solidarietà di classe e ad introdurre contratti di lavoro individuali da poter risolvere in qualsiasi momento in nome della libertà:meglio pochi lavoratori con contratti individualizzati rispetto ai quali è possibile esercitare in qualsiasi momento la risoluzione. Di fronte a questo scenario l'unica possibilità è votare e votare bene come è successo per il Referendum contro la "deforma" costituzionale.

Nessun commento:

Posta un commento

Freeskipeer è uno spazio libero. L'immediatezza della pubblicazione dei commenti non permette filtri preventivi. Per questa ragione chi commenta è il solo responsabile del contenuto delle proprie affermazioni. freeskipeer si dissocia da eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.

Freeskipeer Italia si dissocia categoricamente da:
- messaggi con linguaggio offensivo
- messaggi che contengono turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)