venerdì 5 gennaio 2018

Famiglia e Lavoro: tutti i bonus 2018.

di Lucia Izzo. La manovra di bilancio 2018 di recente approvazione (leggi: Manovra 2018 è legge: dalle pensioni agli avvocati, le novità) ha introdotto, confermato e modificato diverse misure riguardanti il sostegno ai nuclei familiari, dal bonus bebè fino alle detrazioni per i figli a carico. Vediamole: Bonus bebè solo per il 2018. Giunge l'attesa conferma per l'erogazione del c.d. bonus bebè: la misura, tuttavia, sarà circoscritta al solo anno 2018 e non più stabilizzata.
Inoltre, dell'importo annuo (che resta fissato in 960 euro) potranno beneficiare i bambini nati o adottati nel 2018, ma solo fino al primo anno di vita e sempre che l'ISEE familiare non superi i 25.000 euro annui. L'importo spettante risulta, invece, raddoppiato (1.920 euro l'anno) se l'ISEE familiare non supera i 7.000 euro annui. Il "caregiver" familiare. Anche nel nostro paese inizia a trovare maggior riconoscimento e dignità la figura del "caregiver" familiare (per approfondimenti: Caregiver: gli aspetti legali che devi conoscere). Questi viene definito dalla manovra di bilancio come "la persona che assiste e si prende cura del coniuge, dell'altra parte dell'unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto ai sensi della legge 20 maggio 2016, n. 76, di un familiare o di un affine entro il secondo grado, ovvero, nei soli casi indicati dall'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, di un familiare entro il terzo grado che, a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o sia titolare di indennità di accompagnamento ai sensi della legge 11 febbraio 1980, n. 18". Inoltre, la nuova legge di bilancio istituisce, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, un Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare, con una dotazione iniziale di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020. Il Fondo sarà destinato alla copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell'attività di cura non professionale del caregiver familiare, come sopra definito. Interventi per i giovani allontanati dalla famiglia. Inoltre, la manovra introduce in via sperimentale, una misura finanziaria volta a prevenire condizioni di povertà ed esclusione sociale dei giovani che, al compimento della maggiore età, vivano fuori dalla famiglia di origine sulla base di un provvedimento dell'autorità giudiziaria. Vengono, in sostanza, destinati 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, nell'ambito della quota del Fondo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale (art. 7, comma 2, d.lgs. n. 147/2017) destinati a interventi atti a completare il percorso di crescita verso l'autonomia garantendo la continuità dell'assistenza nei confronti degli interessati, sino al compimento del ventunesimo anno d'età. Detrazione IRPEF per universitari fuori sede. Agli studenti fuori sede, la manovra riconosce una detrazione IRPEF sui canoni di locazione di alloggi universitari se questi sono iscritti a un corso di laurea presso un'università ubicata a una distanza minima di 100 km dal proprio comune di residenza e, comunque, in una provincia diversa. Limitatamente ai periodi d'imposta in corso al 31 dicembre 2017 e al 31 dicembre 2018, il requisito della distanza si intenderà rispettato anche all'interno della stessa provincia e sarà ridotto a 50 chilometri per gli studenti residenti in zone montane o disagiate. La detrazione varrà per gli affitti di unità immobiliari nello stesso Comune in cui ha sede l'Università o in quelli limitrofi, per un importo non superiore a 2.633 euro. Nuove risorse per il reddito di inclusione. Sul fronte della lotta alla povertà, grazie a un maggiore stanziamento di risorse al Fondo Povertà (300 milioni nel 2018, di 700 milioni nel 2019 e di 900 milioni nel 2020) sarà possibile, non solo, estendere la platea dei beneficiari del Reddito di Inclusione (ReI), ma anche incrementare l'importo del beneficio introdotto dal d.lgs. 147/2017 e che entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2018.
Ma il 2018 si prospetta un anno di novità e conferme per i lavoratori, molte delle quali correlate alla legge di bilancio recentemente approvata (leggi: Manovra 2018 è legge: dalle pensioni agli avvocati, le novità). Eccole nel dettaglio: Giovani: sgravi contributivi per assunzioni a tempo indeterminato. La manovra di bilancio, ad esempio, ha introdotto misure atte a promuovere l'occupazione giovanile stabile. Dal 1° gennaio 2018, i datori di lavoro privati che assumono con contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato a tutele crescenti, (d.lgs. n. 23/2015) saranno esonerati, per un periodo massimo di trentasei mesi, dal versamento del 50% dei complessivi contributi previdenziali a loro carico, con un limite massimo di importo pari a 3.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile. Limitatamente alle assunzioni effettuate entro il 31 dicembre 2018, tuttavia, l'esonero sarà riconosciuto in riferimento alle assunzioni dei giovani under35 che non siano mai stati occupati a tempo indeterminato (con il medesimo o altro datore di lavoro). Invece, a partire da gennaio del 2019, l'esonero sarà limitato con riferimento all'inserimento di soggetti che, alla data della prima assunzione incentivata, non abbiano compiuto il trentesimo anno di età che non abbiano mai avuto in precedenza rapporti fissi d'impiego. Contributi: sgravio del 100% per i datori di lavoro. Sempre da gennaio, invece, potranno godere di un esonero totale dal versamento dei complessivi contributi previdenziali a loro carico, i datori di lavoro privati che assumono, con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a tutele crescenti, entro sei mesi dall'acquisizione del titolo di studio, giovani che hanno svolto presso il medesimo attività di alternanza scuola-lavoro (almeno il 30% del totale delle ore previste) o periodi di apprendistato di primo o di terzo livello Restano fermi il limite massimo di importo pari a 3.000 euro su base annua e il previsto requisito anagrafico Stante la proroga del bonus Sud nel 2018, inoltre, potranno fruire dell'incentivo al 100% anche le regioni meridionali: l'esonerò varrà, tuttavia, per un solo anno e interesserà sia giovani che disoccupati "senior". Credito d'imposta per le attività di formazione. Particolare attenzione mostra la manovra di bilancio nel settore formazione. In primis, è riconosciuto un credito d'imposta a tutte le imprese che effettuano spese in attività di formazione (nel periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017) atte ad acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie previste dal Piano nazionale Industria 4.0. Il credito d'imposta avrà una misura del 40% delle spese relative al solo costo aziendale del personale dipendente per il periodo in cui è occupato nelle summenzionate attività di formazione e sarà riconosciuto fino a un importo massimo annuale di euro 300.000 per ciascun beneficiario, per le attività di formazione pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali Bonus 80 euro: innalzate le soglie reddituali. Si amplia la platea dei lavoratori che potranno beneficiare del c.d. bonus 80 euro, grazie all'innalzamento delle soglie reddituali per accedere al beneficio: la misura del credito resta ferma a 960 euro annui, mentre, grazie alle modifiche, il bonus spetterà per un reddito complessivo non superiore a 24.600 euro, soglia che sostituisce la precedente di 24mila euro. Ancora, con la modifica introdotta dalla manovra di bilancio, si prevede che il bonus decresca, fino all'annullamento, se il reddito complessivo sia pari o superiore a 26.600 euro, in luogo dei vigenti 26mila euro. Stipendi: addio contanti. Acquista ufficialità anche la misura volta a salvaguardare i lavoratori dalla pratica delle "buste paga false" perpetrata da alcune aziende (per approfondimenti: Stipendi: addio contante). A far data dal 1° luglio 2018, infatti, i datori di lavoro o committenti dovranno corrispondere la retribuzione ai lavoratori, nonché ogni anticipo di essa, attraverso una banca o un ufficio postale a mezzo di: bonifico sul c.c. con IBAN indicato dal lavoratore; strumenti di pagamento elettronico; pagamento in contanti presso sportello bancario o postale ove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento; emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o a un suo delegato. Sarà espressamente vietato corrispondere la retribuzione per mezzo di denaro contante direttamente al lavoratore, qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato. Cooperative: incentivi per l'assunzione di donne e rifugiati. La legge di bilancio riconosce incentivi anche in favore delle cooperative sociali che dal 1° gennaio 2018 e con riferimento a contratti stipulati non oltre il 31 dicembre 2018, assumano a tempo indeterminato persone a cui sia stata riconosciuta protezione internazionale (dal 1° gennaio 2016) e donne vittime di violenza di genere Il contributo sarà erogato per un periodo massimo di 36 mesi un contributo ed entro il limite di spesa di 500.000 euro annui (un milione di euro annui per le donne vittima di violenza) per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, a riduzione o sgravio delle aliquote per l'assicurazione obbligatoria previdenziale e assistenziale dovute relativamente ai suddetti lavoratori e lavoratrici assunti. Ammortizzatori sociali: proroga Cigs. La manovra riconosce, per gli anni 2018 e 2019, una deroga ai limiti massimi di durata del trattamento straordinario di integrazione salariali alle imprese a rilevanza economica strategica (anche a livello regionale), con organico superiore a 100 unità lavorative, entro il limite massimo complessivo di spesa di 100 milioni di euro per ciascuno dei medesimi anni. In sostanza, alle imprese coi summenzionati requisiti, che presentino rilevanti problematiche occupazionali con esuberi significativi nel contesto territoriale, previo accordo in sede governativa, potrà essere concessa la proroga dell'intervento straordinario di integrazione salariale, sino al limite massimo di dodici mesi, qualora il programma di riorganizzazione aziendale sia caratterizzato da investimenti complessi non attuabili nel limite temporale di durata di ventiquattro mesi. Alle medesime condizioni e nel limite delle risorse finanziarie indicate, potrà essere concessa la proroga dell'intervento di integrazione salariale straordinaria, sino al limite massimo di 6 mesi, qualora il piano di risanamento presenti interventi correttivi complessi volti a garantire la continuazione dell'attività aziendale e la salvaguardia occupazionale, non attuabili nel limite temporale di durata di 12 mesi. Sgravi contributivi per gli imprenditori agricoli. Al fine di promuovere forme di imprenditoria in agricoltura, i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali under40 che si iscrivano per la prima vola alla previdenza agricola tra il 1º gennaio 2018 e il 31 dicembre 2018, è riconosciuto, per un massimo di 36 mesi, l'esonero dal versamento del 100% dell'accredito contributivo presso l'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti (ferma restando l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche)

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