mercoledì 29 aprile 2015

L'ITALICUM È UNA PORCATA? Se vogliono possono non votare la fiducia al governo e mandarlo a casa! Ma 'loro' vogliono?

A Montecitorio piovono "crisantemi" sull'Italicum, considerato dai più come il funerale della democrazia. Il governo chiede il voto di fiducia. E anche se in Aula non hanno lanciato rose al governo, ma "crisantemi", sono pur sempre fiori e se son fiori... fioriranno! Ovvero, se tutti coloro che ieri e oggi abbaiano contro la legge elettorale ed il fare autoritario di Matteo Renzi, sapranno anche mordere, il governo ha le ore contate. Il Parlamento, infatti, ha l'opportunità di ripristinare la democrazia e rimandare a casa un governo di nominati, semplicemente non votandogli la fiducia. Ecco in sintesi i principali nodi della riforma elettorale su cui da oggi la Camera si appresta a votare.
 
PREMIO DI MAGGIORANZA: l'Italicum lo attribuisce alla lista che supera il 40% al primo turno o che vince al ballottaggio. Nella prima versione approvato a marzo 2014 alla Camera il premio era attribuito alle coalizioni vincenti. La minoranza del Pd, Forza Italia e anche alcuni alleati come Sc e Pi chiedono di tornare al premio attribuito alla coalizione. 
APPARENTAMENTO: è una subordinata al punto precedente, proposta dalla minoranza Pd, da Fi e da Pi e Sc. Consiste nel prevedere la possibilità di un accorpamento tra liste al momento del ballottaggio. Le coalizioni, cioè, si riformerebbero dopo il primo turno. 
CAPILISTA: l'Italicum prevede 100 collegi plurinominali, in cui ciascun partito presenterà dei listini di 4-5 nominativi. Il capolista è bloccato, e sono previste le preferenze per gli altri candidati. La minoranza del Pd e M5s propongono le preferenze anche per il capolista. 
QUORUM PER IL BALLOTTAGGIO: M5s propone che al ballottaggio debba partecipare un quorum di elettori per renderlo valido. In caso contrario varrebbe il proporzionale puro del primo turno.

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