venerdì 21 agosto 2015

Lo Stato è morto.

Uno Stato forte con i deboli e debole con i forti, è uno Stato morto e sepolto. Troppo facile bastonare sempre e soltanto i "soliti fessi", lavoratori dipendenti e pensionati, che se saltano un rigo del 730 finiscono in manette e chiudere tutti e due gli occhi alle malefatte dei "soliti noti", ai privilegi della "casta" e agli intrallazzi degli "amici degli amici". Uno Stato che non sa garantire casa, lavoro, sicurezza, giustizia, istruzione, salute e servizi di pubblica utilità ai propri cittadini, uno Stato che impone un prelievo fiscale ai limiti dell'usura, uno Stato che non sa porre freno al debito pubblico e che ha dato carta bianca a tutte le mafie, è uno Stato morto e sepolto. ...una carrozza antica trainata da 6 cavalli neri con tanto di pennacchio, un elicottero che lancia petali di rosa, manifesti che inneggiano al re di Roma e la musica del Padrino ad accompagnare il feretro di un noto capo clan romano, non sono il funerale di un boss ma quelli di uno Stato che è morto, o peggio ancora che non si sa più da che parte sta.

4 commenti:

gino ha detto...

Si fa sentire solo per riscuotere balzelli e tributi!

minniu ha detto...

Lo Stato è morto e sepolto. La mafia è viva e vegeta!

ciccio ha detto...

Tutti sanno chi è che comanda a Roma, dove sta la novità?

ginetta ha detto...

Non mi scanadlizza un funerale cafonal, ma il fatto di un paese morto che non reagisce più a niente!