lunedì 10 agosto 2015

Tasse? Scusate ma io la chiamo usura!

di un artigiano ‘onesto’. Ma fino a che punto percentuale bisogna arrivare col prelievo fiscale affinché venga considerato usura? Io sono un artigiano “onesto”, prevalentemente fornisco manodopera di posa di pavimenti in ambito industriale e sanitario alle ditte appaltatrici dei lavori. Ad oggi il carico fiscale è pari al 62% se poi si tiene conto di Iva sugli acquisti, accise e mille altri balzelli con una stima al ribasso sfioriamo l’80%. Prima ho parlato di usura, ma forse sarebbe meglio dire schiavitù. Visto che tradotto in giorni lavorativi significa lavorare gratis per lo stato 292 giorni l'anno.
Questo ė solo un puro calcolo matematico. Inoltre c’è da tenere conto, che tutti i lavoratori autonomi, artigiani, commercianti, ecc non hanno il tfr, le ferie, la malattia la tredicesima e non possono usufruire degli ammortizzatori sociali. Nel mio caso, lavorando 10 ore al giorno, sabato compreso, spesso anche la domenica, lavorando quando si ha qualche malanno, e sbattendosi per trovarlo il lavoro, riesco facendo una media matematica, a portare a casa un mensile di 4000 euro. Di qui 3200 finiscono in tasca allo Stato. Scusate se io la chiamo usura! Il pizzo chiesto dalla camorra, non arriva a tanto. Viene considerato usura, su un prestito, una percentuale che è una frazione di quella chiesta dallo Stato. Il mio commercialista mi ha detto che non mi conviene lavorare, di fermarmi ad una certa cifra, ma vi rendete conto? E questo dovrebbe essere un paese libero? L'artigianato, e in genere tutto il lavoro autonomo, porterebbe molto lavoro, con poco impegno da parte dello Stato, ma in queste condizioni è un vero suicidio. E non si trincerino dietro alla solita frase "se tutti pagassero le tasse", il problema è che certe cifre nessuno può pagarle. E ci saranno sempre più evasori.

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