martedì 6 ottobre 2015

Papa Francesco riempie le piazze, ma le chiese restano vuote!

Dovunque vada, tutti accorrono festanti. Dovunque si presenti è un tripudio di folla e uno sventolio di bandierine con i colori bianco e giallo dello Stato Pontifico. Papa Francesco riempie le strade e le piazze. Ma le chiese restano irrimediabilmente vuote. Nonostante si muova a bordo di un’utilitaria, nonostante la croce di ferro al posto di quelle d’oro incastonate di pietre preziose e le scarpe di pregiatissimo vitello rosso dei suoi predecessori, nonostante il modesto alloggio fuori dalle stanze vaticane, nonostante l'appello ad una Chiesa povera per i poveri, nonostante l’apertura agli omosessuali, alle coppie di fatto e ai divorziati con figli, nonostante
la scomunica lanciata al mondo consumistico degli sprechi e delle lobby, delle disuguaglianze e delle ingiustizie sociali, nonostante la pubblica denuncia dei sacerdoti pedofili, nonostante l’invito lanciato alle parrocchie ad accogliere i migranti, nonostante tutto ciò i cattolici praticanti sono ridotti al lumicino. Alla domenica seduti ad ascoltare la messa ci sono soltanto poche teste bianche, sparse qua e la, in chiese spettrali che restano quasi sempre semideserte: spazi immensi che ad oggi è quasi impossibile pensare di poter riempire di fedeli! Tanti turisti nelle Basiliche e nelle Chiese d'Arte, ma pochissimi fedeli in preghiera. La stragrande maggioranza dei credenti, infatti, si reca in chiesa appena una o due volte all’anno per battesimi, cresime, matrimoni e funerali. I fedeli di tutte le altre religioni sono molto più devoti e osservanti di noi. Un fatto è certo. Se il Papa pensa solo a fare politica invocando giustamente “lavoro, casa e terra per tutti” ottiene sì ottimi successi personali, ma poi non c’è nessuna ricaduta sullo sviluppo del cattolicesimo, almeno qui da noi, in quell’Italia che dovrebbe essere la culla del cristianesimo. Ma il Papa cosa può fare più di quello che già fa? A ciascuno le proprie responsabilità e a noi le nostre. Infatti, è vero che ognuno di noi è libero di pregare Dio dove, come, quando e con chi vuole, perché Dio è presente ovunque e risiede in ogni uomo, ma è altrettanto vero che anche la socializzazione del proprio credo nei luoghi di culto ha la sua importanza.

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