lunedì 29 febbraio 2016

Pensioni: il mio 7° senso mi dice che ci stanno fregando!

di Grazia Nonis. La maledetta legge Fornero ci è servita di lezione, ci ha fatto alzare le antenne, roteare le orecchie e ci ha messo sul chi va là. Ci si è sviluppato il settimo senso, e cioè la capacità di prevedere le “loro” mosse, e sentir odor di fregatura anche a centinaia di chilometri dal Parlamento. Quindi, se qualche politico comincia a parlare di razionalizzazione delle prestazioni relative alle pensioni di reversibilità, ci si rizzano i capelli in testa e parte il bip bip col messaggio di trombata in arrivo. Poco importa se arriva la smentita, il dietrofront, l’arrampicata sugli specchi ed il balbettio del: “Sì, ma no, è una polemica infondata, è una notizia falsa”.
Il nostro settimo senso ci dice che è imminente l’irreversibilità della pensione di reversibilità. Quel 60% che spetta di diritto al coniuge superstite quando l’altro, intestatario di pensione pagata coi contributi versati nel corso della sua vita lavorativa, viene a mancare. I piani li conosciamo già: dovremo fare i conti con l’Isee, e cioè lo strumento di valutazione dei nostri averi. In pratica, dopo averci contato tutti i peli che abbiamo sul sedere e sotto le ascelle, decideranno se “meritiamo” il 60, il 40, il 20% o lo zero assoluto. Tra gli indicatori Isee c’è ovviamente la casa di proprietà, e poco importa se è costata sacrifici, lacrime sangue e mutuo. E non dimentichiamoci del gruzzoletto, quello che noi formichine abbiamo risparmiato per il “non si sa mai quando saremo vecchi”, e cioè quel denaro che abbiamo accumulato evitando pizza e cinema il sabato sera, qualche abito in più, l’auto nuova, il viaggio da sogno rimasto nel cassetto, il cellulare supertecnologico, il botulino alle labbra e alle chiappe. Qual è la soluzione? Vendere la casa di proprietà e andare a vivere in affitto. Assolutamente vietato “metter in cascina il fieno per l’inverno”: sperperate tutto fino all’ultima lira. E se un parente dovesse avere l’impudenza di lasciarvi in eredità una casetta, un rudere, una catapecchia, una stalla o un posto auto, seguite il mio consiglio, non esitate e datelo in beneficenza. In caso contrario rassegnatevi, poiché “essi” metteranno in atto lo scippo, la truffa, la rapina dei contributi versati da vostro marito o da vostra moglie mentre erano in vita. Ditemi pure che sono troppo pessimista, visionaria e anche un po’ suonata, ma il mio settimo senso dice che i diritti del popolo verranno calpestati un’altra volta, mentre quelli dei figli della casta rimarranno inalterati. Come sempre, come al solito.

3 commenti:

Maria Adele Rossetti ha detto...

il montante versato comunque è già stato usufruito comunque
dal pensionato. è giusto legare la pensione di reversibilità
al reddito del coniuge superstite. se il coniuge superstite
non dovesse avere nessun reddito bisognerebbe riconoscere
l'intera pensione. ricalcolo contributivo per tutti

escort ha detto...

in tv stanno facendo una trasmissione contro i truffatori delle persone anziane , quando i media insegneranno agli Italiania difendersi dalle truffe di stato ? Chi è un truffatore? una persona che ti promette qualcosa (soldi ) in cambio di una tua prestazione.... non ci cadono solo gli anziani da giovane a me hanno promesso una pensione dopo avermi fatto fare il servizio militare e 40 anni di lavoro ma adesso devo aspettare altri 2 anni e 10 mesi e in piu non so neanche dove è finito e se lo vedrò il mio TFR

pinuccia60 ha detto...

Qui va a finire che per andare in pensione dobbiamo tirarli fuori noi i soldi, perchè quando sarà il nostro turno nelle casse dell'Inps saranno rimaste solo le ragnatele!