mercoledì 2 marzo 2016

I dati statistici di Renzi sull'economia sono come i "polli di Trilussa".

I dati sull’economia oscillano dal meno al più a secondo di chi e come li emette, a secondo di chi e come li commissiona. Oggi per l’Istal il Pil è in crescita di uno zero virgola. Domani per l’Ufficio studi Confindustria il prodotto interno lordo ristagna e chiudono i battenti cento imprese al giorno. Poi c’è la politica che a secondo della propria convenienza strumentalizza l’uno o l’altro dato. Twitta gioiosamente il “premier senza voto”: “Con questo Governo le tasse vanno giù, gli occupati vanno su, le chiacchiere dei gufi invece stanno a zero. L'Italia è tornata. Non ci accontentiamo, bisogna insistere”. Un pò come avviene nella disastrosa serie errare è umano, "insistere" è diabolico!
 Ma un conto sono i dati, un altro la realtà. Nella vita reale, nella vita di tutti i giorni, nella vita delle famiglie italiane, un solo dato è certo: i soldi sono pochi e quei pochi se li mangia lo Stato che, per altro, non è più in grado di assicurare nemmeno una pensione dignitosa a chi ha versato più di quarant’anni di contributi! La statistica dei “polli di Trilussa” calza perfettamente con lo sproloquio dei dati statistici del "premier senza voto", cosicchè qualcuno mangia due polli, e qualcun altro no, ma in media hanno mangiato un pollo a testa, anche se di fatto sappiamo che uno non l'ha mangiato affatto e quell’uno sono la stragrande maggioranza dei cittadini italiani che campano a fatica di pensione e stipendio! Storie di polli e di gufi, ma gli italiani non sono degli allocchi!

1 commento:

Attila ha detto...

L'unico a crescere in Italia è stato lui e la sua pancia: da sindaco di un comune è salito sù fino a diventare il capo del governo senza prendere neppure un voto. Per lui sì che c'è stata crescita, crescita de panza!