lunedì 7 novembre 2016

I nigeriani fanno i difficili e gettano in terra il cibo consegnato dagli operatori.

Gettano la spesa in terra, perchè non è di loro gradimento e scoppia la rabbia dei residenti contro i migranti! E' accaduto a Feltre, in provincia di Belluno, dove un gruppo di nigeriani ha gettato sulla strada il cibo offerto dagli operatori sociali. "Fanno le bizze come i bambini annoiati e gettano per la strada la spesa se nelle sporte non ci sono le bevande che vogliono loro o se il riso non è nella confezione che si aspettavano. Le due coppie di nigeriani e la donna in stato di gravidanza che convive con loro nella casa di via Po, hanno oltrepassato il limite, l'altro giorno.
E i vicini di casa, quasi tutti anziani e con una pensione da fame, questa volta non hanno proprio retto l'affronto...", scrive Laura Milano sul 'Corriere delle Alpi' che ha riportato la notizia. Il gesto è stato considerato di grave entità anche perché compiuto in una via dove abitano tanti anziani con una pensione molto ridotta e che fanno fatica ad arrivare a fine mese. E così i residenti della cittadina in provincia di Belluno hanno avvisato immediatamente i responsabili del Centro di accoglienza di questi migranti che a loro volta hanno spiegato che tutte le persone ospitate dal Centro vengono assistite in tutto e per tutto e che a volte hanno problemi con loro a livello "educativo" visto che i giovani nigeriani tendono a rifiutare di compiere attività semplici per la comunità, come quelle di tagliare l'erba. Lo stesso vale per il cibo, visto che, hanno spiegato gli operatori: "Se si intestardiscono di volere l'aranciata o la coca cola al posto dell'acqua minerale o se non vogliono il riso normale perché si impuntano su un'altra qualità, inscenano delle eclatanti azioni di protesta, come quella di gettare gli alimenti sulla strada".

2 commenti:

Anonimo ha detto...

...quando si dice fare del bene ai porci!

Anonimo ha detto...

Un appello affinché “anche pochi profughi” vengano messi “in alcune delle tantissime case sfitte presenti sul nostro territorio”, è stato lanciato dall’arcivescovo di Matera, tal monsignor Pino Caiazzo