venerdì 29 dicembre 2017

Dal 2018 anche le 'bio-shopper' per pesare frutta e verdura al supermercato saranno a pagamento!

di Lucia Izzo. Ridurre l'uso dei sacchetti di plastica entro i prossimi anni:
è questo l'obiettivo che il legislatore, con la legge di conversione del d.l. Mezzogiorno, auspica di realizzare già a partire dal 2018. Il 1° gennaio, infatti, segna la data in cui anche le buste di plastica in materiale leggero saranno a pagamento. I sacchetti che gli utenti dovranno pagare saranno quelli leggeri e trasparenti, con o senza manici, che, al supermercato vengono normalmente utilizzati per riporre frutta e verdura allo scopo di pesarli ed etichettarli con lo scontrino adesivo su cui sarà indicato il prezzo. In particolare, come precisa la normativa, a dover essere distribuite esclusivamente a pagamento, saranno quelle buste idonee al contatto alimentare, aventi spessore della singola parete inferiore a 15 micron che, soggiunge il testo di legge, dovranno essere biodegradabili e compostabili (certificate ai sensi della normativa UNI EN 13432) con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile di almeno il 40%. Un tasso destinato ad aumentare, poiché dal 2020 salirà al 50% e dal 2021 al 60%. Le nuove norme non hanno mancato di suscitare diverse critiche stante la nuova, attesa, stangata sui consumi. Infatti, dal prossimo mese, i cittadini italiani vedranno la loro spesa "appesantita", poiché i diversi centesimi di aggravio avranno pur sempre un impatto sul totale effettivo. Basti pensare all'ovvia esigenza di far uso di tanti sacchetti diversi tante quanto sono le varie tipologie di frutta e verdura che si sceglie di acquistare, aventi peso e prezzi non uguali tra loro. Il costo dei sacchetti, in sostanza, andrà ad aggiungersi a quello delle shopper per portare a casa gli acquisti. Il prezzo dei sacchetti sarà variabile, dai due ai dieci centesimi l'uno, e il ricavato sarà destinato in parte al supermercato (o al negozio) e in parte allo Stato, sotto forma di IVA e imposta sul reddito. Poiché, per espressa previsione normativa, le buste di plastica non potranno essere distribuite gratuitamente, il loro prezzo dovrà risultare dallo scontrino o dalla fattura di acquisto. Infatti, nonostante parte dei cittadini (ben il 71% come rilevato da una ricerca Ipsos Public Affairs), guardi con positività alle novità eco-friendly, non tutti hanno la medesima sensibilità di fronte alle tematiche dell'inquinamento globale. Nei punti vendita, pertanto, saranno presenti appositi materiali informativi. Inoltre, come già avviene per i sacchetti ora utilizzati per la spesa, anche le "bio-shopper" per pesare frutta e verdura potranno essere riutilizzate per la raccolta organica di rifiuti. Chi non si adeguerà alle nuove disposizione, non rimarrà impunito: i negozi o market che trasgrediranno alla normativa, infatti, rischiano multe da 2.500 euro fino ad arrivare a 100mila euro per violazioni riguardanti un ingente quantitativo di buste, oppure se il valore dei sacchetti fuori legge è superiore al 10% del fatturato del trasgressore.

10 commenti:

  1. Comunicato a tutti gli iscritti e simpatizzanti: Francesco Della Rovere, Segretario Nazionale di Libertà & Progresso, ha presentato in data 27 c.m. un ESPOSTO alla Procura della Repubblica di Torino sui derivati torinesi, ecco le ns. richieste:
    Di voler accertare la fondatezza e la veridicità dei fatti esposti e di valutare se, alla luce dei medesimi possano configurarsi eventuali ipotesi di reato a carico: del Sindaco, della Giunta, di coloro che in nome del Comune hanno sottoscritto i contratti di strumenti finanziari derivati. In caso affermativo, chiediamo che si proceda a sensi e termini di legge alla punizione del colpevole\i.
    Cortesemente chiediamo di essere informati, in caso di Archiviazione del presente Esposto.
    I firmatari del presente Esposto eleggono domicilio, presso il Segretario Nazionale di Libertà & Progresso.
    Francesco Della Rovere (pubblico in forma anonima, si fa per dire, altrimenti non vedo il commento)

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  2. Caro Francesco, avevo letto giorni orsono un Tuo splendido commento, che avevo visto, poi subito sparito? Perchè Francesco lo hai tolto?

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  3. COMPLIMENTI, Francesco, continua a lottare per la povera gente

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  4. Scusate su freeskipper ci sono i fantasmi, pubblico commenti e poi non li ritrovo? Buona giornata

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    1. No scusa te, ma i fantasmi non centrano proprio un bel nienee! Siete voi che forse non siete tanto capaci e vi perdete le cose che pensate di aver pubblicato: fate più attenzione che non esistono folletti e fantasmi ma solo befane!

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  5. Ho visitato casualmente un altro Freeskipper, gestito dal M5S, è LO STESSO oppure è un qualcosa di diverso? Attendo la risposta.
    Nicolino

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  6. Vedo molti commenti su Francesco Della Rovere e Libertà & Progresso, ma non trovo i suoi articoli, come fanno questi Signori, a commentare qualcosa che non si riesce a leggere.
    Gaston le Bon

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  7. Ho letto dei commenti su articoli pubblicati da Libertà & Progresso, o penso di Francesco Della Rovere, siccome sono interessata alla politica portata avanti dal Movimento Libertà & Progresso, gradirei di ripubblicarli perchè non riesc o a trovarli. Grazie e buo anno
    Marilena

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    1. Ma è mai possibile che soltanto voi di 'Libertà&Progresso' vi perdiate sempre qualcosa?

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  8. Ma chi ci guadagna dietro questo nuovo balzello dei bioshopper? C’è qualcuno che sta facendo i salti di gioia per questo nuovo e grande giro d’affari. La legge, nata da un emendamento della deputata Pd Stella Bianchi (e sostenuta da tutti i dem) al Dl Mezzogiorno del 3 agosto 2017 (primo sospetto: in pieno clima di ferie e soprattutto in una legge che c’entra poco o nulla con la questione), è stata accolta con gran favore praticamente solo da Assobioplastiche. Il suo presidente Marco Versari è stato portavoce del maggiore player del settore, la Novamont di Novara che ha inventato i sacchetti di MaterBi, materiale biodegradabile a base di mais. Insomma, un bel business che non potrà che crescere. Niente di male se, sottolinea il Giornale, l’ad della Novamont non fosse Catia Bastioli, manager che nel 2011 ha partecipato come oratore alla seconda edizione della Leopolda renziana. Nel 2014, sempre da amministratore delegato di Novamont, la Bastioli viene nominata presidente di Terna, colosso che gestisce le reti dell’energia elettrica del Paese. “Con i buoni uffici del Giglio magico”, suggerisce il Giornale. La Novamont è l’unica azienda italiana a produrre il materiale per i sacchetti bio e detiene l’80% del mercato nazionale: i sacchetti, che saranno venduti inizialmente a 2 centesimi l’uno, garantiscono un giro di affari da 400 milioni di euro l’anno. Non male. D’altronde, “occorre fare ulteriori sforzi per valorizzare questa eccellenza italiana”. Chi l’ha detto? Renzi, che lo scorso 15 novembre ha fatto tappa con il suo treno elettorale proprio alla Novamont.

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