venerdì 5 gennaio 2018

Flat Tax, ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri!

di Pier Giorgio Tomatis. Da buon liberista rooseveltiano vedo il concetto di Flat-tax come un ago piantato in un occhio. Se si parla di tariffe per servizi (privati) non ho nulla da eccepire ma trattandosi di Fisco e di contribuzione per il mantenimento della cosa pubblica il mio biasimo, il mio diniego è pressoché totale. La Flat-tax è l'esatto contrario della progressività fiscale. Se di primo acchito può sembrare un concetto democratico in realtà è vero il suo esatto opposto. La Flat-tax prevede un livellamento fiscale verso il basso che è indipendente dai guadagni effettuati.
In buona sostanza, questa tassa prevede un esborso minimo e uguale per tutti coloro che sono soggetti della tassazione. Ciò significa che chi incassa di più pagherà meno mentre chi ha avuto di meno viene maggiormente penalizzato. Tale sistema prevede un veloce fiorire di ricchezza in quanto è la povertà ad essere colpita. Come ho già scritto, è la progressività la più alta forma di democrazia fiscale perché costringe chi può di più a contribuire di più. La proporzionalità, anche se va di pari passo col concetto che uno vale uno, non tenendo conto dei soldi che occorrono per assolvere i bisogni fondamentali dell'uomo sostanzialmente ragiona in termini di finta equità. Facciamo un esempio pratico: se per sopravvivere occorrono 400 euro al mese per il Fisco le tasse dovrebbero incidere ugualmente sia su chi guadagna 800 euro al mese che su chi incassa 4 milioni. La differenza è che i primi saranno appena appena a livello di sopravvivenza mentre i secondi (che risulterebbero tra i contribuenti più importanti) non vedranno cambiare di una virgola il loro stile di vita. Anzi... Cosa differente è la progressività come concetto fiscale. In questo caso, una volta determinate delle vere e proprie classi di reddito si può operare quello che in gergo si chiama redistribuzione del reddito che è uno dei compiti principali dello Stato. Certo, i nostalgici delle teorie della Scuola di Chicago e del premio Nobel Milton Friedman, negano quanto scritto sopra sostenendo che si tratta di un vero e proprio furto del pubblico nei confronti delle tasche dei privati. Tuttavia, non preoccupiamoci troppo. Ha senso ascoltare gli sproloqui di economisti che vantano quale loro fiore all'occhiello i successi civili ed economici ottenuti dal Cile di Pinochet? Io penso proprio di no e alle Flat-tax continuo a preferire le tasse progressive. Del resto, come avevo premesso io sono un liberista rooseveltiano e fino a prova contraria è stato proprio Franklin Delano a togliere il mondo dalle secche della prima grossa Crisi Economica mondiale. Mica Friedman...

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