sabato 6 gennaio 2018

La trappola dell’€uro.

di Piero Tucceri. I fautori dell’euro dovrebbero tenere prioritariamente conto di talune evidenze. Solo che non possono farlo, difettando dei relativi argomenti capaci di fargli perorare la loro dissennata scelta. Considerando la situazione relativa a quei Paesi i quali, pur appartenendo all’Europa, non abbiano adottato l’euro come moneta di scambio, pare che essa risulti assai migliore degli altri lasciatisi invece soggiogare da una moneta virtuale.
A tal riguardo, appare emblematico il caso della Danimarca: di questo piccolo Stato, nel quale, in conseguenza della avveduta scelta effettuata, risulta piuttosto elevato il reddito pro capite ed è praticamente inesistente la disoccupazione. Bisogna ricordare in proposito che, attraverso il ricorso al democratico strumento del referendum, i danesi rifiutarono a suo tempo l’ingresso nella zona euro e mantennero la corona come moneta nazionale. Analogamente fecero gli svedesi. Gli inglesi, invece, neppure ricorsero al referendum per decidere se rimanere con la sterlina. Più recentemente, la Svizzera, non appartenente all’Unione Europea, è rimasta con il franco. Ebbene, in tutti questi Paesi, il tenore di vita dei rispettivi cittadini, è notevolmente più elevato di quello dei cittadini degli altri Paesi lasciatisi ricattare dall’usuraio patto dell’euro. Molte persone non si rendono conto del fatto che l’euro sia una moneta virtuale. La sua utilità riguarda soltanto i tedeschi, i quali, dopo l’unificazione delle due germanie, puntarono al consolidamento di un mercato unico europeo articolato sul marco. Non a caso, l’introduzione dell’euro risale al 1999 e stabiliva il valore di ciascuna altra moneta nazionale rispetto a quello del marco. Così, le economie di quegli altri Stati che avevano commesso la dabbenaggine di assoggettarsi all’euro, vennero depredate delle rispettive sovranità monetarie. Soltanto gli incapaci e i disonesti possono pertanto seguitare a ripetere che l’euro ci abbia salvati da un processo inflattivo. Aggrapparsi ancora a questa fesseria, vuol dire sostenere che il governo italiano non fosse in grado di fronteggiare l’inflazione e che pertanto dovesse alienare la propria sovranità non soltanto monetaria. Questa autentica corbelleria, viene facilmente smentita dai fatti. Nel 1992, la lira subì una svalutazione del 20%, ma produsse una inflazione del solo 5%. Non bisogna inoltre sottostimare che quel deprezzamento monetario segnò il rilancio della economia delle esportazioni italiana. Prospettandosi la possibilità della fuoriuscita dall’euro e di tornare alla lira, seppure a una lira svalutata rispetto all’euro, la situazione nel mercato interno non sarebbe diversa da quella anzi ricordata, dal momento che i prezzi dei prodotti subirebbero l’automatico adeguamento con il valore minimo della moneta. Allora, le imprese dovrebbero contenere i costi dei loro prodotti per poter competere con il mercato italiano, quando l’euro ha soltanto spinto al rialzo i prezzi stabilizzandoli al valore della moneta più forte, quindi a quello del marco tedesco, nel frattempo denominato euro, mentre le retribuzioni, non essendo state opportunamente rivalutate rispetto al maggior valore del marco-euro, hanno conosciuto un drammatico depauperamento. A trarre vantaggio da questa anomala circostanza, è stata la sola Germania, la quale ha unificato il mercato europeo a favore delle sue esportazioni, annullando di conseguenza i benefici che avrebbero dovuto riguardare le altre monete nazionali, le quali, risultanti meno forti del marco-euro, avrebbero potuto confrontarsi efficacemente con le esportazioni tedesche, nei cui confronti sarebbero risultate più competitive. Si evidenzia così la falsità riguardante la presunta inesistenza della disoccupazione tedesca. Un simile artefatto, dipende da due situazioni: dalla contrazione delle retribuzioni e dalla introduzione del lavoro a termine, sottopagando i disoccupati con qualche centinaio di euro. In questo si compendia il decantato miracolo economico tedesco.

Nessun commento:

Posta un commento

Freeskipeer è uno spazio libero. L'immediatezza della pubblicazione dei commenti non permette filtri preventivi. Per questa ragione chi commenta è il solo responsabile del contenuto delle proprie affermazioni. freeskipeer si dissocia da eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.

Freeskipeer Italia si dissocia categoricamente da:
- messaggi con linguaggio offensivo
- messaggi che contengono turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)