martedì 9 gennaio 2018

Legge Fornero, tutti la detestano ma nessuno l'ha mai abolita!

Legge Fornero, tutti la detestano, in primis i lavoratori e quindi i partiti. Tutte le forze politiche sono dell'avviso di abolirla, se non altro per ragioni di consenso elettorale, ma poi, una volta intascato il voto, mai nessuno l'ha mai cancellata.
Fino ad oggi, infatti, si sono approvate soltanto delle 'misure tampone' che in definitiva si risolvono in deroghe di portata assai limitata all'impianto della Riforma i cui 'drammatici' effetti - in termini di età pensionabile e di emolumento previdenziale - si sentiranno soltanto negli anni a venire. Ma perché se tutte le forze politiche sono d'accordo nell'abolirla, la Legge Fornero non è mai stata cancellata? Ovvio, perché non ce lo possiamo permettere! Sia per ragioni economiche, un debito pubblico che aumenta di giorno in giorno e un Pil che cresce di appena uno 'zero virgola'. Sia per ragioni demografiche, una popolazione troppo vecchia e che non fa più figli. E, comunque, i partiti, tutti, si ostinano a dire che la Fornero va abolita. Ma non basta dire "Aboliamo la Fornero", per prendere voti, è doveroso spiegare anche il 'come' farlo. Infatti, se si 'cancella la Legge Fornero', con un tratto di penna, si torna alle norme in vigore nel 2011: trattamento di vecchiaia per le lavoratrici del settore privato a 60 anni, pensione di anzianità con 35 anni di contributi e il meccanismo delle quote, assegno calcolato integralmente con il sistema retributivo almeno per chi ha iniziato a lavorare prima del 1978. Mentre l'adeguamento dei requisiti previdenziali ci sarebbe ancora, ma in una forma più blanda di quella attualmente in vigore. E allora che facciamo? Votiamo per chi la spara più grossa? Certo che no. Stiamo con le orecchie dritte e gli occhi spalancati, e votiamo soltanto chi propone una 'realistica riforma della previdenza', che ci mandi in pensione prima ancora di spedirci al camposanto e con un assegno mensile pari all'ultima busta paga. Come si fa? Questo è un 'loro' problema. Questo è il 'loro' lavoro, per il quale noi "cittadini-elettori" continuiamo a pagarli profumatamente!

2 commenti:

Di Maio ha detto...

Noi presto presenteremo il nostro programma che si chiama "quota 41", si basa su un concetto che tu dopo 41 anni di lavoro devi andare in pensione senza che ci sia il legame tra tempo di lavoro e età pensionabile. Il programma del M5S sulle pensioni sarà presentato nei prossimi giorni. La legge Fornero va abolita non solo per chi deve andare in pensione ma per tutti i giovani che ci andranno.

PENSIONE - QUOTA 100 ha detto...

Tra i primi passi dell'azione di governo di Centrodestra che uscirà dalle politiche del prossimo 4 marzo ci sarà "la revisione del sistema pensionistico cancellando gli effetti deleteri della Legge Fornero". E' quanto si legge nella nota congiunta diffusa al termine del vertice di Arcore tra Berlusconi, Salvini e Meloni. I leader della coalizione di centrodestra si ritrovano dunque sotto la linea leghista che da anni ha preso di mira la riforma del 2011 targata Fornero. Tra le ipotesi che potrebbero essere rimesse in pista c'è la cd. quota 100 con un minimo di 58 anni e 35 anni di contributi (DDL 2955 Prataviera) oppure l'ipotesi del PD (DDL 2945 Damiano) con un minimo di 62 anni e 35 di contributi che pure aveva trovato sostegno da parte del centrodestra (si veda tavola sottostante).