lunedì 22 gennaio 2018

Oxfam: ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri. La ricchezza paga, il lavoro no.

di OXFAM Italia. In occasione del Forum Economico Mondiale che si terrà dal 23 al 26 gennaio presso la cittadina di Davos, in Svizzera, denunciamo sempre più fortemente le mancanze del sistema economico attuale, che consente solo a una ristretta élite di accumulare enormi fortune, mentre centinaia di milioni di persone lottano per la sopravvivenza con salari da fame, e chiediamo ai governi e ai candidati alle prossime elezioni nazionali [in Italia] di prendere impegni concreti contro la disuguaglianza.
Domani inizia il World Economic Forum di Davos, il raduno annuale dei potenti della terra e, anche quest’anno, noi ci siamo. La disuguaglianza economica è sempre più estrema e le conseguenze degli squilibri di reddito diventano sempre più drammatiche. Nel 2017, l’82% della ricchezza globale prodotta è andata a beneficio dell’1% più ricco. E, secondo la lista dei Miliardari di Forbes, 11 delle 50 persone più ricche al mondo sono legate al mondo della moda e dell’abbigliamento. In paesi come il Vietnam, un amministratore delegato di una delle prime 5 aziende nel settore dell’abbigliamento, guadagna, in soli 11 giorni, quello che una lavoratrice come Phu guadagna in tutta la sua vita. Phu ha 36 anni e lavora in una fabbrica che esporta vestiti in tutta l’Asia, cuce i nostri capi di abbigliamento. Vive lontana dalla sua famiglia e dai suoi figli, produce ricchezza senza poterne godere affatto. “In un mese, il mio stipendio base è di 168 dollari, circa 136 euro. In un giorno guadagno 6 dollari, senza gli straordinari. Non possiamo fare pause, possiamo smettere di lavorare solo per andare in bagno, chiedendo il permesso al nostro responsabile. Sognavo di diventare sarta, ma con il mio negozio, cucendo i vestiti che mi venivano ordinati. Non sogno più ormai. La mia mente è piena di pensieri e preoccupazioni legate al lavoro, a guadagnare il più possibile per i miei figli. Voglio solo dare loro il meglio possibile.” Noi ci siamo per far sentire la voce di chi non è ascoltato e per lottare al fianco dei più deboli e vulnerabili, come Phu e tutti i lavoratori come lei. Il duro lavoro merita un compenso equo. Leggi la storia di Phu e sfida l’ingiustizia perché solo insieme possiamo fare tanto, per tanti.

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