venerdì 19 gennaio 2018

Siamo davvero così sicuri che la cultura occidentale vada imposta a tutto il pianeta?

di Eva Zenith. Da oltre vent'anni ci stiamo raccontando la favola che seppelliamo il pianeta di bombe al solo scopo di "emancipare" popoli di altre culture. L'hanno fatto secoli fa gli spagnoli per salvare l'anima del sudamerica. L'hanno fatto gli inglesi, i francesi e gli americani per "civilizzare" i pellerosse. L'ha fatto Napoleone per portare i Lumi in Europa.
Insomma, quasi tutti i conquistatori hanno provocato carneficine e genocidi per "il bene" delle vittime. C'era un tempo, nel secolo scorso, nel quale antropologi, sociologi, umanisti di ogni tipo (persino qualche sacerdote) si battevano per proteggere e difendere le culture diverse, non solo per una forma di rispetto verso l'autonomia di ogni popolo o cultura, ma anche per la preveggente difesa della "socio-diversità", non meno importante della bio-diversità. Oggi la bio-diversità è abbastanza sostenuta dagli scienziati, mentre la "socio-diversità" è stata dimenticata. Non solo con le guerre, ma anche con interferenze legislative, finanziamenti ricattatori, aiuti in forma sanitaria o educativa, l'Occidente sta lavorando per uniformare a se stesso l'intero pianeta, spazzando via ogni diversità e peculiarità dai popoli e delle culture che lo abitano. Mentre dunque le interferenze armate sono esplicite aggressioni, le altre forme di invasione hanno l'aggravante di una forma "benevola" ancora più subdola e difficile da smascherare. Siamo così sicuri che la cultura occidentale sia il punto più alto della Storia, cioè la sua fine, e il modello cui omologare l'intero pianeta? La democrazia ci sembra una forma di Stato perfetta, ma non c'è occidentale che non veda il suo stato di crisi. Siamo così sicuri che sia da esportare nei Paesi islamici come in quelli buddisti, in Amazzonia come fra gli esquimesi? L'Occidente non è ancora riuscito a definire con chiarezza il confine fra religione e Stato, come dimostrano il caso italiano, ma anche il terrorismo irlandese e i continui richiami a Dio dei presidenti americani. Non siamo ancora riusciti noi a separare Stato e Chiesa, ma siamo così sicuri che in tutto il pianeta debbano sparire gli Stati cosiddetti "teocratici"? E allora come definiamo il Vaticano? e Isreale? o l'Inghilterra, dove la regina è anche il capo della chiesa anglicana? L'istruzione e l'educazione all'occidentale sembrano perfetti in teoria, ma in pratica fanno acqua da ogni parte. Siamo così sicuri che l'abolizione dell'autorità familiare e la scuola pubblica fino a 18 o 33 anni, cui siamo arrivati dopo secoli di sperimentazioni, funzionino così bene da potere essere estese a tutte le latitudini? Per il sesso, il matrimonio, la condizione della donna l'Occidente ha trovato soluzioni che appaiono giuste e razionali. Ciononostante abbiamo il primato mondiale degli stupri, dei divorzi, delle interruzioni di gravidanza. Cosa ci rende così sicuri che le nostre soluzioni vadano imposte a tutto il pianeta?

1 commento:

  1. Con l'alibi di esportare pace, democrazia e libertà, abbiamo sfruttato i popoli del terzo mondo e adesso questi disperati si riversano in massa sulle nostre coste per riprendersi il maltolto!

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