martedì 16 gennaio 2018

Stare dalla parte del popolo, partecipare alla vita politica è populismo? Allora evviva il populismo!

di Paolo De Gregorio. Non so a voi, ma a me, parlando con persone di ogni classe sociale, non è mai capitato di ascoltare argomentazioni sul "populismo",
mentre è presente a ogni piè sospinto nelle pappagallesche e omologhe esternazioni di politicanti e giornalisti, significando così la lontananza abissale tra chi è chiuso nel Palazzo o nelle redazioni e il linguaggio del popolo reale. Nel dizionario della lingua italiana si definisce populismo "un atteggiamento o movimento politico tendente ad esaltare il ruolo e i valori delle classi popolari", ben diverso dal significato dispregiativo con cui viene usato da nostri rappresentanti politici e pennivendoli, rivelatore di una intima convinzione che il popolo vada tenuto il più lontano possibile dalle informazioni più importanti e che la politica deve essere fatta da professionisti e quindi inaccessibile alle classi popolari. Destra e sinistra, dalla fondazione della Repubblica sino ad oggi, hanno adottato lo stesso metodo per costituire i loro gruppi dirigenti, fatti di nominati, amici degli amici, capi bastone, mafiosi con grandi pacchetti di voti, capi delle cooperative e sindacali, e tutto in nome del popolo e della democrazia. Dare del "populista" al Movimento 5 stelle, a reti ed edicole unificate, non solo dimostra che questa organizzazione è diversa da tutta la vecchia politica, ma è un clamoroso autogol perché richiamarsi al popolo non è solo uno slogan, ma si concretizza con un metodo, adottato per la prima volta da una forza politica, in cui ci si iscrive al movimento, si presenta il proprio curriculum, il certificato penale e per essere messi in lista si deve ricevere il voto degli iscritti del territorio di appartenenza. Chi è più conosciuto in base al lavoro svolto nel proprio collegio "rischia" di essere eletto. Se questo è populismo viva il populismo, ma ho la netta sensazione che la vecchia politica possa essere per sempre messa in soffitta ed è terrorizzata al punto di essere pronta ad ogni inciucio, compreso "renzusconi", per non scomparire.

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