sabato 20 gennaio 2018

Stupro e furto in casa, reati vili e ignobili che violano l’intimità della persona e la sacralità della casa.

di Pier Giorgio Tomatis. La violenza è per una società civile un atto vile e da condannare. Di essa ne esistono molte forme ma quella più becera è senz'ombra di dubbio la violazione della sessualità. Lo stupro è uno degli atti più vili e ignobili che un uomo possa compiere nei confronti di un altro.
La violazione della intimità del corpo e della mente di una persona è da ritenersi una prepotenza che ha a che fare più con il barbaro e animalesco retaggio dell'umanità primitiva che non del suo presente o del futuro. La violenza fisica e psicologica nei confronti di un suo simile va considerata quale una delle più intollerabili colpe di cui si può macchiare un essere umano. Tuttavia, la nostra società, a mio avviso, non punisce sufficientemente questo tipo di reato che, è bene ricordarlo, prima ancora che una violazione alla Legge è una violazione seria e grave nei confronti di un altro essere umano. Il pentimento, spesso, non è da ritenersi condizione sufficiente per dare l'avvio ad una riduzione della pena da scontare. Nel diritto, esiste il concetto che la pena debba essere una condizione obbligata per insegnare al reprobo il modo giusto di vivere (quasi fosse della società la colpa di quell'atto infame) e la galera debba considerarsi come una sorta di ricondizionamento volto a correggere l'errore commesso per evitare che possa essere ripetuto in futuro. Esiste, tuttavia, un'altra visione della pena da infliggere al colpevole di reato e cioè che essa debba considerarsi come un allontanamento del soggetto dalla società al fine di preservarla dai possibili comportamenti delittuosi. Appartenendo, per cultura, a questa seconda schiera di pensatori della vita civile ritengo inoltre che vi sia un altro reato che è equiparabile allo stupro e che invece viene, colpevolmente, ritenuto dalle nostre leggi molto più veniale: il furto in appartamento quando ciò avviene in presenza dei rapinati. Io penso che violare la sacralità della casa mentre si sta dormendo o si è comunque al suo interno sia paragonabile a uno stupro bello e buono perché viola l'intimità fondamentale (che spesso diventa anche fisica e psicologica) di una persona. Le pene di simili reati, a mio avviso, dovrebbero essere pesanti e maggiorate rispetto al furto puro e semplice tanto da condizionare il criminale a scegliere di commettere simile reato quando la famiglia non si trova in casa invece che come accade oggi indipendentemente da questo fatto. Anzi...

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