lunedì 15 gennaio 2018

Uno Stato al servizio del cittadino.

di Maria Pia Caporuscio. Occuparsi del benessere dei cittadini è il solo vero compito dello Stato!
Il benessere di un popolo è dovuto esclusivamente al lavoro (cui tutti ne debbano usufruire) e dai diritti acquisiti che devono essere ripristinati e mai più aboliti, come recita la nostra Costituzione. Se manca il lavoro la colpa è sempre dello Stato incapace o menefreghista. E' lo Stato che deve gestire il lavoro, la sanità e tutto ciò di cui necessitano i cittadini. E' lo Stato che deve adoperarsi per migliorare la qualità di vita di chi lo mantiene. Se manca il lavoro non sono solo le persone a star male, ma la nazione tutta. Uno Stato serio deve farsi carico di gestire il lavoro, non può e non deve fare affidamento sui privati, altrimenti viene meno a quello che è un suo preciso dovere: affidare ai privati quello che deve fare lui è una sorta di tradimento. Lo Stato non ha scopo di lucro, mentre i privati lo fanno solo per profitto, per questo spetta a lui occuparsi della qualità di vita dei propri cittadini. Se è lo Stato ad occuparsene la nazione cresce, se sono i privati a sostituirlo si ferma. Una nazione civile deve risolvere i problemi della gente nel migliore dei modi, ma i politici attuali se ne fottono, a loro non interessano questi problemi e se ne fregano dei cittadini, di quello di cui necessitano, di quello che chiedono, loro pensano esclusivamente al benessere personale e sono ciechi e sordi alle grida della gente e alla disperazione che seminano. Questi "moderni" politici invece di governare passano il tempo a studiare il modo migliore per ingannare i cittadini ed ottenerne la riconferma, per poter continuare a danneggiarli. Questi "finti" politici oltre ai propri interessi curano quelli dei capitalisti, così insieme e senza scrupoli schiavizzano la classe lavoratrice privandola di ogni diritto, precarizzata e sempre meno retribuita per favorire il decuplicarsi dei profitti dei capitalisti. La ridicola balla che il "Jobs act" e la "liberalizzazione" consentirebbero maggior lavoro è una favola vergognosa, inventata per sottomettere e ricattare i lavoratori, consentendo ai datori di lavoro di licenziare senza motivo, sottometterli e delocalizzare in altri paesi. Una politica che consente l'umiliazione se non la schiavitù dei connazionali (quando li dovrebbe difendere a spada tratta, visto che sono i lavoratori a permettere quella "dolce" vita di cui si sono circondati) è una politica indegna di esistere! Un capo di Stato deve fare gli interessi della propria nazione e cacciare a calci quei politicanti inutili e dannosi. Solo tornando ad occuparsi del bene comune si favorisce la crescita mentre la privatizzazione unita alla globalizzazione, crea ricchezza solo per l'uno per cento della popolazione mentre il novantanove per cento di essa diventa ogni giorno più povera. Questo osceno sistema sta distruggendo secoli di civiltà. La corruzione e l'immoralità dei governanti attuali è degenerata al punto da rendere invivibile il pianeta della vita. L'enorme squilibrio della redistribuzione della ricchezza finirà (se non vi si pone un freno) per disintegrare il pianeta Terra. Solo l'assunzione di responsabilità della classe dirigente potrà fermare questa corsa verso la morte. E' necessario tornare a curare gli interessi dei cittadini, della società civile, ridisegnare le regole del lavoro dimezzandone l'orario a parità di stipendio, per ridare a tutti la certezza di un lavoro e tornare ad avere fiducia nel futuro, se si vuole che il pianeta della vita continui a vivere!

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