venerdì 16 febbraio 2018

1968 in Vietnam. L'offensiva del Têt.

di Francesco Cecchini. Giap, Giap, Ho Ch Minh, Ho Chi Minh, Vietnam Rosso, era lo slogan gridato alle manifestazioni contro l'imperialismo americano per la vittoria dei Viet Cong e del Viet Nam del Nord. lI 30 gennaio 2018 è ricorso il 50° anniversario dell'inizio di quella fase della guerra del Viet Nam passata alla storia come offensiva del Têt. Il nome di questa ardua operazione militare tentata, con successo, dalla NVA, North Viet Nam Army, l'esercito nordvietnamita e dai vietcong, deriva dal particolare momento in cui fu avviata. Nella tradizione vietnamita infatti, il Têt Nguyên Dàn corrisponde al nostro primo giorno dell'anno: in questo caso il capodanno, mentre nel calendario occidentale cade il 1° gennaio di ogni anno solare, nel calendario vietnamita cade il 30 gennaio. L'offensiva del Têt, che iniziò nella notte fra il 30 e il 31 gennaio 1968, fu un attacco a sorpresa che le forze nordvietnamite e i vietcong sferrarono contro tutte le principali città del Vietnam del Sud, all'epoca controllato quasi interamente dalle forze armate statunitensi, che avevano il loro quartier generale nella città di Sai Gon. Nel 1967 il partito comunista di Hanoi ridefinì una più efficace strategia militare con lo scopo di rafforzare Esercito popolare del Nord e i Vietcong. Vennero presi in considerazione 3 fattori:
1) un crescente movimento di opposizione negli Stati Uniti e nel mondo di opposizione all'imperialismo americano in Vietnam.
2) un'opinione pubblica americana contraria alle alte spese che la presenza in Vietnam comportava e pure allarmata per i marines che vi morivano.
3) le contraddizioni e tensioni tra l'esercito statunitense e i loro alleati del Sud Vietnam.
Il Têt è una una festività osservata in tutto il Vietnam e Ha Noi dichiarò prima del capodanno che sarebbero state sospese le operazioni militari su tutto il territorio per sette giorni a partire dal proprio 30 gennaio. Una trappola pensata dal generale Vo Nguyen Giap, capo della NVA, nella quale i comandanti americani cascarono, pur non completamente, ma si limitarono a rafforzare la presenza militare solo intorno alle principali città del Sud, Sai Gon compresa. Le prime fasi dell'offensiva furono sanguinose e caratterizzate da rapide azioni di guerriglia. NVA e Vietcong sferrarono un attacco alla base americana di Khe Sanh, a 8 km dal Laos, che ricordò la vittoria a Dien Bien Phù contro i colonialisti francesi. Gli americani riuscirono a salvare la base con massicci bombardamenti. NVA e i Vietcong riuscirono a penetrare quasi interamente nel territorio del Vietnam del Sud, assediando letteralmente numerose città , la più celebre fu l'invasione di Huè. Anche SaI Gon fu invasa. Verso la fine di febbraio la l'offensiva entrò in una fase di stallo e gli americani iniziarono a riconquistare il terreno perduto, ricacciando a nord l'esercito di Giap. L'offensiva del Têt si concludeva così formalmente verso la fine di marzo, lasciando sul campo numerosi morti, sia da una parte che dall'altra, e ingenti distruzioni. Il duro colpo alla sicurezza degli americani e destò una rabbiosa reazione in patria: nei mesi successivi al gennaio del '68 furono organizzate numerose proteste in America, principalmente studentesche, che si sarebbero poi diffuse in tutto il mondo occidentale, dando vita alla mobilitazione pacifista del biennio '68-'69, passata alla storia come portatrice del "vento del cambiamento". Dall' offensiva del Têt in poi l'esito finale della guerra del Vietnam sarebbe stato segnato in favore dei nordvietnamiti e le operazioni militari cessarono definitivamente nel 1975 con la presa di Sai Gon.

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