venerdì 16 febbraio 2018

Le bollette elettriche non pagate saranno a carico degli altri utenti.

In Italia non conviene mettersi in regola, pagare tasse, bollette e contributi previdenziali, perché una volta 'schedati' non si scappa più! Non solo, ma oltre alla beffa c'è pure l'inganno. Infatti, saranno sempre i 'soliti fessi' a pagare il conto di evasori, furbetti della bolletta e lavoratori in nero! E così saranno sempre i consumatori 'onesti' a pagare quando le società elettriche subiranno buchi derivanti dalla morosità di certi utenti. Come riporta oggi Il Sole 24 Ore infatti, una delibera dell'Autorità dell'energia (Arera) avrebbe stabilito "come ripartire tra tutti gli oneri generali di sistema, una parte parafiscale della fattura elettrica, non pagati dai consumatori morosi, insomma, una socializzazione di una fetta degli insoluti". Questo perché in conseguenza dei mancati pagamenti alcune società del mercato "avevano traballato e qualcuna aveva addirittura dovuto chiudere. Per ora - scrive Il Sole 24 Ore - è impossibile dare una cifra esatta sul valore da saldare. Le morosità rivendicate dalle società elettriche ammontano a cifre superiori al miliardo di euro, ma per adesso questa prima delibera ricupererà dalle nostre tasche una prima fetta di circa 200 milioni". Inoltre continua il Sole, "altre delibere ancora allo studio dovrebbero essere messe a punto nei prossimi mesi per completare le procedure con cui noi consumatori rimborseremo ciò che non è stato pagato dai furbetti della bolletta". Il controvalore complessivo del mercato finale dell'elettricità nel 2016 si aggirava - stando al giornale - sui 61 miliardi di euro. Nello stesso anno l'Autorità dell'energia "aveva censito richieste di distacchi per morosità per il 2,8% dei consumatori a "maggior tutela". Sul mercato libero il numero di contatori sigillati per mancato pagamento era arrivato al 4,7%". Va considerato che "gli oneri generali in bolletta, tra i quali gli incentivi alle fonti rinnovabili e agli energivori, sono pagati dai consumatori ai venditori di corrente i quali poi devono rigirarli alle società di distribuzione elettrica che consegnano i chilowattora ai consumatori tramite i fili elettrici", spiega il quotidiano.Il problema dei morosi, presentatosi anche a proposito dell'imposta radio tv, "non poteva essere pagato dalle società di vendita che fatturavano le bollette non incassate. E' stato necessario intervenire con un atto normativo", continua il Sole. Lo stesso si è ripetuto con gli oneri. Il giornale spiega che "ci sono stati ricorsi e sentenze finché il Consiglio di Stato ha deciso: l'obbligato al versamento degli oneri di sistema è il cliente finale". A voler dare qualche dato in più, pare che il fenomeno della morosità sia più ricorrente nel Sud del Paese e più forte nel mercato libero, dove è facile cambiare fornitore. Secondo Massimo Bello, presidente dell'Associazione dei grossisti e rivenditori di energia, "il nuovo assetto dovrà evitare - si legge sul Sole - che chi svolge un puro servizio di incasso per il sistema si ritrovi a sostenere un costo improprio. Quindi qualsiasi iniziativa in tal senso, come i recenti provvedimenti dell'Arera, va nella direzione giusta". Per il presidente di una delle aziende del libero mercato (Illumia) Marco Bernardi, invece, si tratta di "un primo importante passo verso una modalità di riscossione analoga a quella del canone Rai, che rispecchierebbe a pieno le corrette responsabilità tra tutti i soggetti della filiera". Ma è proprio giusto che a pagare per i morosi sia la generalità degli utenti?

Nessun commento:

Posta un commento

Freeskipeer è uno spazio libero. L'immediatezza della pubblicazione dei commenti non permette filtri preventivi. Per questa ragione chi commenta è il solo responsabile del contenuto delle proprie affermazioni. freeskipeer si dissocia da eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.

Freeskipeer Italia si dissocia categoricamente da:
- messaggi con linguaggio offensivo
- messaggi che contengono turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)

ULTIMI ARTICOLI PUBBLICATI