venerdì 9 febbraio 2018

Olimpiadi invernali: tanto sport e troppa politica con idee incerte e confuse.

di Mauro Guidi. I XXIII Giochi olimpici invernali si svolgeranno nella contea di Pyeongchang, nella Corea del Sud, dal 9 febbraio al 25 febbraio 2018. Nella stessa località si terranno anche i XII Giochi paralimpici invernali. La cerimonia d'apertura è uno show mediatico dove i pochi leaders che contano sono impegnati a dimostrare al mondo qualcosa di non bene definito dai rispettivi capi. In poche parole si spera che la sorella di Kim abbia avuto un chiaro mandato dal fratello come altrettanto si può dire della delegazione statunitense o sud coreana che ci illudiamo abbiano le idee chiare. Pace o guerra? Tutte le recentissime mosse e proposte provenienti dal nord Corea, come la sfilata degli atleti coreani sotto un'unica bandiera o la partecipazione al torneo di hockey femminile di un team misto Sud e Nord, sembrano orientare la bussola degli umori verso il bel tempo. Tanto che tutti i media mondiali sono orientati a considerare la pace come il motivo conduttore di questa olimpiade. Sarà bene però ricordare tutti i recenti missili lanciati da Kim verso ipotetici obbiettivi sempre più lontani (USA) e le devastanti esplosioni nucleari sotterranee come promemoria del pericolo atomico che conta ora una potenza in più super attrezzata per le possibili follie di distruzione globale. A fare compagnia al presidente sudcoreano Moon Jae-in ci sarà il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, il vicepresidente americano Mike Pence, il primo ministro giapponese Shinzo Abe, l'inviato speciale del presidente cinese Xi Jinping Han Zheng, i presidenti di Slovenia, Borut Pahor, Svizzera Alain Berset, Slovacchia Andrej Kiska, Polonia Andrzej Duda, Estonia Kersti Kaljulaid, Lettonia Raimonds Vejonis e Lituania Dalia Grybauskaite, il primo ministro norvegese Erna Solberg, quello olandese Mark Rutte, finlandese Juha Sipila, del Liechtenstein Adrian Hasler, il re di Svezia Carlo e la regina Silvia, il Granduca di Lussemburgo Henri, il principe ereditario della Danimarca Frederik e il Principe Alberto II di Monaco e per l'Italia, il ministro dello sport, Luca Lotti.

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