lunedì 5 marzo 2018

Italia divisa in due. Il Nord alla Lega. Il Sud a M5S.

di Mauro Guidi. La sinistra italiana: una sconfitta annunciata. Prima di tutto dalla eccessiva litigiosità dei suoi leaders, poi dalla conseguente frammentazione in compagini che ricordano troppo il riciclo di ''vecchi dinosauri'' di epoche storiche passate, che magari cercano di tenere in piedi lo spauracchio del fascismo per ritagliarsi un eventuale ma improbabile ruolo politico. Il PD renziano aveva cercato di innestare nuove proposte politiche, molte delle quali di buona prospettiva ed accoglienza, ma si è preso 'la fissa' delle migrazioni 'a tutti i costi' che lo hanno portato a scontrarsi con il resto dell'Europa e più che altro con il proprio elettorato interno, che ha recepito l'iniziativa umanitaria come una minaccia per la propria sicurezza e per il ''poco o tanto'' welfare conquistato con decenni di lotte sindacali. Dopo cinque anni dalle ultime votazioni politiche i votanti erano vogliosi di manifestare il loro reale disappunto che può riassumersi in soli due punti con dislocazione geografica diversa: al Nord il problema della gestione dell'immigrazione clandestina che sta impaurendo la popolazione, al Sud quello del grande degrado e della povertà diffusa. Due compagini politiche hanno saputo individuare puntualmente questo grave e diffuso malessere sociale: la Lega organizzandosi a livello nazionale ha saputo captare la protesta prevalente per il Nord contro l'immigrazione clandestina, mentre il M5S ha raccolto prevalentemente al Sud (isole comprese) il voto di protesta contro i partiti storici responsabili del locale grave dissesto economico e strutturale. Ed ora? C'è spazio di ricupero per Renzi e Gentiloni? Forse si, nella misura in cui i due uomini politici riusciranno a fare una seria ed approfondita analisi dei veri ''desiderata'' del popolo italiano.

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