martedì 27 marzo 2018

La strage degli alberi di Roma!

Oltre le buche e la spazzatura a Roma c'è di più! Un altro grande problema, il problema del verde pubblico. Infatti, le aree verdi della capitale, giardini, aiuole, parchi, ville e alberi sono abbandonati al loro triste destino.
E quando la situazione si fa 'pericolosa' il Comune interviene tagliando al ciocco le piante 'pericolose' senza avere uno straccio di programma di ripiantumazione per far fronte al disboscamento delle strade romane. Il problema oltre che estetico (vedere Via Appia Nuova con i monconi dei pini abbattuti, non è certo un bello spettacolo) è anche ambientale (gli alberi aiutano a combattere lo smog essendo dei filtri naturali per l'aria, grazie al processo della fotosintesi clorofilliana che assorbe anidride carbonica e produce ossigeno; contribuiscono alla mitigazione dell'isola di calore e all'abbattimento delle temperature estive. Le chiome vegetali, se ben curate, riescono ad intercettare le radiazioni solari determinando un abbassamento della temperatura delle superfici ombreggiate). Per cui il quadretto di Roma Capitale d'Italia è il seguente: cassonetti maleodoranti e stracolmi di immondizia, topi e gabbiani che sguazzano tra i rifiuti, strade dove le buche stanno lasciando il posto a voragini e crateri, interi viali desertificati senza più nemmeno un albero. E non c'è distinzione tra la periferia e il centro storico, dacchè l'abbattimento è a tappeto! Così, un'altra palma sta per abbandonare la centralissima piazza di Spagna. Lo ha deciso il dipartimento ambiente del Campidoglio, che ne ha autorizzato l'abbattimento. Il provvedimento, preso con l'assenso della soprintendenza poiché le piante si trovano in un area sottoposta a vincolo, è stato disposto in seguito ad un accertamento tecnico effettuato lo scorso mese di gennaio. Ma non ci sono certezze sui tempi della sua sostituzione. Il Campidoglio, si legge infatti nella determina, si impegna a reimpiantare una palma, ma solo quando saranno reperiti i necessari fondi nel bilancio. Vale a dire che, per il momento, non se ne parla proprio! Così delle cinque 'storiche' palme originarie, le più fotografate di Roma, attualmente in Piazza di Spagna ne sono rimaste solo due. La lenta agonia per queste piante ai piedi della scalinata del Pincio era iniziata nel 2011. Per tentare di salvare la prima delle cinque palme, colpita dal punteruolo rosso, si mobilitarono le associazioni dei residenti e Italia Nostra, ma alla fine l'abbattimento fu inevitabile.

di APPIOHBLOG. "Gli alberi non parlano, non gridano, non piangono quando si abbattono. Ma muoiono." E' la strage di pini su via Appia Nuova, "tra le vie più belle del quartiere Appio", ci spezza il cuore e ci lascia basiti. Non si può vivere solo di ricordi del passato, dovremmo cercare di mantenere ciò che di bello ci hanno lasciato i nostri padri, o addirittura di migliorarlo. Via Appia Nuova, la sua antica magia, rappresentata dai grandi negozi, dal lungo viale alberato dai giganteschi pini secolari, linea di congiunzione, nella parte più centrale, tra Ponte lungo e San Giovanni, è svanita cosi, in una fredda mattinata di marzo. Ma gli alberi erano pericolosi, erano malati, ne sono caduti un paio proprio nei giorni scorsi e non si poteva rischiare. Certo, tutto ciò è vero, ma sicuri che il Comune non poteva far altro? E comunque c'è un progetto, un piano futuro di ripiantumazione? Una sana gestione forestale non può permettere una strage come questa, se c'era un problema di sicurezza con quegli alberi, altrettanti ne devono essere ripiantumati. E' uno sconvolgimento paesaggistico e naturalistico massiccio, uno scenario che purtroppo non potremmo più rivivere per molto tempo. Ed è per questo, e soprattutto per le generazioni future che chiediamo, ciò che sembra ormai un miraggio, un gesto di coraggio inverosimile, un cambiamento radicale: ripiantare gli alberi abbattuti, la giusta potatura e una manutenzione più radicale per il rispetto degli alberi sani ancora in vita. C'e' un'immagine bellissima, una protesta nata qualche mese fa, delle donne sedute su tronchi appena recisi, con il pancione, intente ad allattare, accanto ai figli. Sono le "Madri che difendono gli alberi della Polonia", simbolo di una protesta partita dalla città di Cracovia per opporsi alla norma "taglia alberi".

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