mercoledì 21 marzo 2018

Una illusione, credere che votare possa servire a cambiare qualcosa.

di Piero Tucceri. "La potenza del Capitale è tutto, la Borsa è tutto, mentre il parlamento, le elezioni, sono un gioco da marionette, di pupazzi".
Questo lo scriveva un certo Lenin, molto tempo fa. Forse aveva ragione? La drammatica situazione sociopolitica determinatasi, resa ancora più stridente dalla recente farsa elettorale, si compendia nel fatto che l'Italia non goda più di alcuna sovranità. Attraverso l'attuale espediente elettorale, dimostratosi peraltro palesemente incostituzionale, si è lasciato il campo a un manipolo di dilettanti in corsa per formare il governo di un Paese ormai scomparso. Ancora una volta, l'italico volgo si è lasciato frodare dalla illusione di un cambiamento fittizio. Da un cambiamento assolutamente inesistente. Mentre invece, hanno trionfato ancora gli interessi stranieri. In particolare, perché l'Italia assume sempre più distintamente le connotazioni di una colonia, avendo ormai smarrita una classe politica indipendente e autonoma. Come era stato del resto ampiamente previsto, l'ultima amenità elettorale, accolta come di consueto supinamente dalla gente, non consente ai partiti in competizione di disporre della necessaria maggioranza per poter governare. Il "rosatellum", come è stato battezzato l'ultimo inganno elettorale, limita pesantemente la libertà di scelta dell'elettore, al punto da vietare persino il voto disgiunto. E non poteva andare diversamente, trattandosi di un provvedimento adottato da coloro che non dovrebbero avere nessun diritto di rappresentare le Istituzioni. Siamo di fronte a una legge di gran lunga peggiore del precedente "porcellum", dichiarato incostituzionale dalla Consulta, sebbene la sua sentenza giaccia inapplicata. In un più generale contesto finalizzato alla opportuna canalizzazione del flebile malcontento generale, i nostri politicanti, opportunamente condizionati oltre i confini nazionali, si sono organizzati in fazioni, spacciate per partiti e movimenti, così che la gente se la prenda con l'una o con l'altra, senza che qualcuno riesca a cacciare i profittatori. La casta politicante italiana, sempre più asservita al potere finanziario, è la sola e vera responsabile del declino socioculturale e politico italiano. Per questo essa viene selezionata dall'alto. Al volgo viene più semplicemente affidato il compito di legittimarla a distruggere i ruderi di un Paese ormai scomparso.

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