venerdì 13 aprile 2018

Adesso Salvini deve decidere se correre veloce e leggero o… lento e zavorrato!

"Mi raccomando... fate i bravi e sappiate distinguere i veri democratici da chi non conosce l'abc della democrazia...".
Così Silvio Berlusconi si congeda dai giornalisti al Quirinale azzerando la dichiarazione congiunta del centrodestra, letta da Matteo Salvini, al termine dei colloqui con il Capo dello Stato. Al leader della Lega, ovviamente, non è piaciuto lo "show" di Berlusconi davanti ai giornalisti e bisognerà vedere, nei prossimi giorni, se ingoierà o sputerà il rospo! I grandi esperti di politica, i cosiddetti 'politologi', si ostinano nel sostenere che Matteo Salvini non può e non deve rompere la coalizione di centrodestra e andare da solo, con la sua Lega, a Palazzo Chigi per dare alla XVIIIª legislatura un governo Lega-M5S. È una questioni di numeri, di percentuali, di peso politico. Difficile e imbarazzante per Salvini, dicono i soliti soloni, accettare di fare il secondo di Di Maio, la stampella dei pentastellati, quando invece presentandosi unito a FI e alla Meloni potrebbe far pesare ben altre percentuali conferitegli dalla sua, presunta, leadership nel centrodestra. Ma la verità è un'altra. Matteo Salvini è soltanto sulla carta il leader del centrodestra, perché a menare le danze è sempre lui, Silvio Berlusconi. È lui che si è seduto accanto a Mattarela, è lui che mentre Salvini leggeva il comunicato congiunto contava con le dita i punti programmatici accompagnando le parole del leghista con il labiale, è lui che lo ha spinto giù dal palco per dire l'ultima parola, è lui la star, è lui, soltanto lui e sempre lui, la 'prima donna' di questo centrodestra! Ma, allora, per Salvini è più conveniente e dignitoso essere l'eterno secondo di Silvio Berlusconi, stare ai suoi continui ricatti, prepotenze e umiliazioni, sottostare alla natura irrefrenabile da 'prima donna' dell'alleato che 'zavorra' la coalizione, oppure mettere in naftalina l'uomo di Arcore e tentare la strada del governo Lega-M5S? Gli italiani la risposta l'hanno scritta il 4 marzo sulla scheda elettorale!

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