mercoledì 23 maggio 2018

La distanza fra popolo e politica.

di Gerardo Lisco. A leggere i commenti e ad ascoltare le dichiarazioni di opinion makers e degli esponenti politici delle opposizioni, PD e Forza Italia, ricavo l'impressione che lo scollamento tra la Società italiana e la narrazione che della stessa fanno i media sia totale.
Da una parte la Società italiana sempre più destrutturata e legata a rivendicazioni locali, dall'altra i media e un ceto politico sconfitto che continuano a narrare una realtà che esiste solo nella loro immaginazione. M5S e Lega hanno parlato di "contratto di governo" prendendo in prestito il termine e il metodo usato in Germania da CDU/CSU e SpD per giungere ad un accordo di governo; doveva servire a normalizzare il percorso politico e a rassicurare l'opinione pubblica in merito a una normale trattativa tra movimenti politici alternativi impegnati a dare un governo al Paese. Però, le dotte analisi di costituzionalisti della formula utilizzata, dalle quali ho evinto solo strumentalizzazioni fine a se stesse, si sono sprecate e le argomentazioni usate li assimilano a coloro che sparano con un cannone per annientare un nugolo di moscerini. Non capisco perché nessun dotto giurista esperto di diritto costituzionale non abbia fatto le stesse osservazioni rispetto a quanto accaduto in Germania. Rispetto all'idea di creare un coordinamento tra le due forze politiche chiamato a smussare le eventuali frizioni che ci saranno durante l'attività parlamentare e di governo si è tirata in ballo di nuovo la Costituzione. Come se il raccordarsi, il coordinarsi tra forze politiche che sostengono lo stesso governo fosse un attentato alle libertà costituzionali e alla democrazia. In molti hanno dimenticato ciò che succedeva durante la c.d. Prima Repubblica e la funzione che allora avevano i vertici di maggioranza. Per non parlare dei commenti in merito alla proposta che M5S e Lega hanno fatto al Presidente della Repubblica di dare l'incarico di formare il Governo al prof. Conte. L'unica cosa che mi viene da pensare è che almeno adesso il nome viene fatto alla luce del sole, un tempo rimaneva nelle segrete stanze fino alla formalizzazione dell'incarico da parte del Presidente della Repubblica. Anche in questo caso i vari critici hanno dimenticato che durante la Seconda Repubblica colui che sarebbe stato incaricato di formare il governo veniva indicato direttamente durante la campagna elettorale e che nella Prima Repubblica il presidente dava l'incarico di formare il Governo alla persona capace di riscuotere la fiducia in parlamento da parte dei partiti. Di fronte a queste osservazioni appare del tutto evidente come la Società italiana sia cambiata in modo profondo e di come le élites culturali e politiche del nostro Paese abbiano perso qualsiasi contatto con essa. Il governo a cui daranno origine M5S e Lega sarà un governo di responsabilità come lo sono stati di recente i governi Monti e Letta. Ciò che cambia è il contenuto della proposta politica. Di fronte alla indisponibilità dettata da interessi di bottega del PD e di Forza Italia, Lega e M5S si sono assunti la responsabilità di formare un Governo nella consapevolezza di essere tra di loro alternativi. Tanto i media pro establishment quanto le opposizioni rappresentate da PD e Forza Italia continuano a sottolineare che mancano le coperture finanziare per i singoli provvedimenti proposti nel "contratto" sottoscritto da Lega e M5S. Penso che questa sia una questione mal posta. Siamo in un contesto di ripensamento delle Istituzioni U.E. per cui non si può escludere a priori che ad esempio l'ipotesi, già avanzata da tempo, di escludere le risorse finanziarie dedicate agli investimenti dal computo del deficit di bilancio possa essere accettata. Se poi guardiamo al Governo Renzi/Gentiloni qualche conto viene pure da farlo. Di provvedimenti ne sono stati approvati con poste finanziarie notevoli. Ne cito a titolo di esempio alcuni: il Jobs Act è costato oltre 20 miliardi, il famoso bonus di € 80,00 è costato 9 miliardi di euro, la spesa militare portata nel 2018 a 25 miliardi di euro con un incremento dell'8,5% dal 2015, l'accoglienza degli immigrati che nulla a ha a che vedere con l'integrazione, per la quale in tre anni sono stati spesi 13,5 miliardi di euro. Sommando questi soli importi si arriva a circa 50 miliardi. A questa somma bisogna aggiungere i minori introiti per le Casse dello Stato dovuti a elusione evasione fiscale e al sommerso. Sono consapevole del fatto che alcune di queste materie sono solo accennate o addirittura non trattate nel "Contratto" di governo. PD e FI si presentano come opposizione non all'establishment ma dell'establishment alle istanze che provengono dalla società e rispetto alle quali Lega e M5S tentano una sintesi. Da tutto questo evinco due cose fondamentali: la prima è che Lega e M5S non hanno nulla da temere dall'opposizione che Forza Italia e PD si apprestano a fare, il Governo Lega M5S, se nascerà, non cadrà per questo tipo di opposizioni ma per altre ragioni; la seconda è che si sta creando un nuovo spazio politico alternativo ad entrambe le destre. Lo spazio politico che si intravede all'orizzonte scaturirà proprio dal rapporto che si avrà con l'Unione Europea. L'Italia non è l'unico Paese U.E. guidato da un Governo di destra nazional - liberista. Di esempi ce ne sono e più di uno. Al di là dei proclami e delle invettive non mi sembra che i Governi ungherese, polacco o austriaco, tutti riconducibili alla destra nazional liberista, siano stati messi in ginocchio dalla U.E.. I temi sono e restano quelli economici e cioè se le politiche che metterà in campo il governo giallo – verde saranno o meno funzionali al sistema mitteleuropeo fatto di specializzazioni regionali nella logica mercantilista e liberista propria di questa Unione Europea. Per capirlo bisogna aspettare i primi provvedimenti che il Governo produrrà più che il contenuto del "contratto" di governo fatto di cose dette e non dette, utili, in primo luogo, a rassicurare i propri elettorati. Come sostengo da tempo siamo in presenza di una contrapposizione tra due destre: una liberal liberista e l'altra nazional liberista. Questo è un dato incontrovertibile che lascia uno spazio politico libero alternativo ad entrambe le destre tutto da occupare.Il Governo Lega M5S nascerà a meno che Mattarella non voglia caricarsi della responsabilità di andare ad elezioni anticipate. Il posizionamento che il futuro Governo avrà rispetto all'U.E. dipenderà molto dagli interessi in gioco nella trattativa con l'U.E. Il blocco tosco - padano ha tutto l'interesse a restare in questa U.E., non ha nessuna voglia nazionalista. Nel surplus commerciale della Germania c'è anche l'export delle industrie italiane che producono per l'industria tedesca. Se il blocco tosco padano volesse davvero farsi portatore di interessi nazionalisti e sovranisti non rivendicherebbe maggiore autonomia, spingerebbe per politiche redistributive a favore del Mezzogiorno e delle aree interne del nord comunque in crisi. Il sovranismo della Lega è solo finalizzato a rafforzare la trattativa con le istituzioni UE a difesa degli interessi del Nord, come il passaggio da Lega Nord a Lega Nazionale ha la sola funzione di rafforzare la leadership di Salvini nell'ambito della stessa Lega.

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