venerdì 11 maggio 2018

Milano fa scuola a New York per la raccolta dei rifiuti organici.

Nel Belpaese non è proprio tutto da buttare via e se c'è qualcosa che proprio la si deve gettare nella spazzatura, come i rifiuti organici, bè allora, in questa materia, possiamo anche dare lezioni oltreoceano, persino alla 'Grande mela', a New York!
Infatti, nella raccolta differenziata dell'organico, Milano è la prima al mondo, strappando il primato a San Francisco. Nella classifica tra le metropoli stilata dal CIC (Consorzio italiano compostatori), il capoluogo lombardo ha ottenuto i migliori risultati. Così, grazie all'esempio italiano, la raccolta dell'umido a New York è aumentata del 400%: lo dimostra il Consorzio Italiano Compostatori (Cic) che nella Grande Mela ha condotto una sperimentazione coinvolgendo per due mesi oltre 600 famiglie in un complesso residenziale di 25.000 abitanti. Con l'introduzione di sacchetti compostabili e bidoni della raccolta più vicini alle abitazioni, il Cic ha stimato un aumento della raccolta dell'umido del 400%. "Nell'ambito della raccolta dell'umido l'Italia ha molto da insegnare all'estero: in Europa siamo pronti a recepire le nuove norme del Pacchetto sull'Economia circolare, siamo lo stato più avanzato anche rispetto alla Germania", spiega Massimo Centemero, direttore Cic e vice presidente dell'European Compost Network (Ecn). La sperimentazione si è svolta tra settembre e dicembre scorsi nella zona residenziale Stuyvesant Town (StuyTown), uno dei più grandi plessi residenziali di Manhattan. Esperti del Cic hanno introdotto un sistema che prevede bidone dedicato, fornitura agevolata di sacchetti compostabili e raccolta porta a porta. I risultati sono stati presentati a New York, nell'ambito della settimana della consapevolezza del compost (Icaw) organizzata dai compostatori americani. "La partecipazione dei cittadini si era rivelata tiepida", spiega Centemero. Per questo Novamont, l'azienda italiana che produce la materia prima per i sacchetti compostabili utilizzati anche negli Stati Uniti, ha commissionato agli esperti del Cic uno studio che migliorasse la resa della raccolta. Quando Samantha MacBride, del Dipartimento di igiene della città di New York, è andata in cerca di una metropoli da cui copiare il modello di raccolta differenziata dell'umido, è arrivata fino a Milano per trovare un sistema che facesse al caso suo. Metropoli tascabile, Milano, in confronto alla Grande mela: 1,3 milioni di abitanti contro 8,5 milioni. Nel capoluogo lombardo, però, la raccolta differenziata dell'umido, ossia scarti alimentari e biologici, è diffusa in tutta la città. A New York "è iniziata nel 2012", ricorda McBride, direttore ricerche e operazioni dell'ufficio riciclo e sostenibilità, e coinvolge 3,2 milioni di abitanti in quartieri come Brooklyn, Queens e Bronx. A Manhattan l'adesione è volontaria e affidata ai condomini. Finora hanno aderito circa 200mila cittadini di 1.500 condomini. "Mi sono convinta che Milano fosse un buon modello", spiega. Così alcuni palazzi di un complesso residenziale di Stuyvesant Town, nell'East Village, per due mesi hanno provato a raccogliere l'umido all'italiana. Il metodo introdotto a New York è diffuso in molti comuni del Belpaese oltre a Milano. E consiste nel bidone per la raccolta casalinga con i sacchetti in bioplastica. Per Manhattan, dove si usano ancora sacchi in plastica e spesso l'umido non è separato dal resto della spazzatura, questo sistema potrebbe fare la differenza. "Credo che possiamo imparare molto da città grandi come Milano per la gestione della raccolta differenziata dell'umido", osserva MacBride.

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