mercoledì 6 giugno 2018

Governo Conte: per il momento sospendiamo correttamente il giudizio, pur ammettendo di avere lo schioppo carico e pronto a sparare.

di Vittorio Feltri. Questi poveri disgraziati governano da due giorni, uno dei quali festivo, e giá sono sotto tiro.
Il ministro leghista Fontana ha detto che non vuole famiglie gay, forse non sa che esse sono previste dalla nostra legislazione. Poi dichiara che intende diminuire gli aborti dato che è cattolico. Giusta aspirazione, peccato che la interruzione volontaria della maternità sia contemplata nei nostri codici. Non è reato anche se a me e a lui ciò non va a genio. Altro problema. Gli sbarchi, nonostante Salvini sia entrato da padrone al Viminale, continuano. Non si fermano mai, oggi quanto ieri. Matteo è a capo del ministero dell'Interno da poche ore e c'è chi gli rimprovera di non aver frenato l'arrivo degli immigrati, abolendo il diritto all'invasione. Ma che modo di ragionare è? Si suppone che in poche ore i padani risolvano problemi giganteschi che ci affliggono da sempre. A noi questo esecutivo convince poco, ma ci sembra comunque ridicolo attendersi dagli ultimi arrivati nella stanza dei bottoni dei miracoli, cioè che realizzino il loro programma alla velocità della luce. Per scacciare dall'Italia coloro che vi sono giunti abusivamente non solo servono mesi, ma è indispensabile una serie di normative che consentano le espulsioni. Regole oggi inesistenti. Le quali non sarà facile approvare nel giro di una settimana. Siamo tutti qui col fucile spianato per impallinare i ministri di fresca nomina e ci dimentichiamo che i loro predecessori in decenni non hanno combinato nulla. Temo pure io che gli ultimi arrivati non siano in grado di realizzare appieno il contratto sottoscritto, ma diamogli almeno la possibilità di prendere in mano le leve del potere prima di impallinarli. Veniamo al presidente del Consiglio Conte che ci garba come un gatto aggrappato allo scroto. Lo attaccano perché ha detto, in un impeto di ottimismo, che l'Italia non è corrotta nella misura che viene spacciata per veritiera. Critiche stupide. Il malaffare non è una specialità nostrana, essendo diffuso nel mondo intero. Basta dare una occhiata alle statistiche internazionali per verificarlo. Il settimanale tedesco Der Spiegel insiste nel pubblicare copertine denigratorie del nostro popolazzo. La stampa germanica ci ha sempre sfottuto cavalcando luoghi comuni triti e ritriti. E seguita a farlo. Il che ci infastidisce. Ovvio. Ma pure noi non sprechiamo occasione per prendere per il culo i tognini, dipingendoli con i baffetti di Hitler. È la libertà di opinione, amici miei. Se la reclamiamo per noi, dobbiamo concederla anche ai pirla di Berlino. In tutto questo bailamme non c'entra la Merkel, la quale non può impedire ai giornali della sua nazione di essere imbecilli quanto i nostri. Nel campo specifico, il derby si conclude con un pareggio. In sintesi, aspettiamo qualche mese a dare dei cretini ai nostri amministratori, benché vi siano i motivi per ritenerli tali in anticipo sulle loro azioni. Per il momento sospendiamo correttamente il giudizio, pur ammettendo di avere lo schioppo carico e pronto a sparare.

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