lunedì 11 giugno 2018

Il vento sta cambiando.

Dalle parole ai fatti. Dalla campagna elettorale al governo. Il vento sta cambiando.
"Da oggi anche l'Italia comincia a dire NO al traffico di esseri umani, NO al business dell'immigrazione clandestina. Il mio obiettivo è garantire una vita serena a questi ragazzi in Africa e ai nostri figli in Italia. Ne Mediterraneo ci sono navi con bandiera di Olanda, Spagna, Gibilterra e Gran Bretagna, ci sono Ong tedesche e spagnole, c'è Malta che non accoglie nessuno, c'è la Francia che respinge alla frontiera, c'è la Spagna che difende i suoi confini con le armi, insomma tutta l'Europa che si fa i fatti suoi. Tutti in Europa fanno gli affari propri, ora anche l'Italia rialza la testa. STOP al business schifoso dell'immigrazione clandestina.". Così ha twittato in serata Matteo Salvini. Il Ministro dell'Interno non poteva aspettare oltre. E così, dopo gli 800 migranti già sbarcati in Italia durante la sua prima settimana al Viminale, ha deciso di tradurre in pratica la linea dura che aveva annunciato nei giorni scorsi e che a suo tempo Minniti aveva solo ventilato, ma senza mai metterla in pratica. Il leader leghista ha disposto la chiusura di tutti i porti italiani per la nave Acquarius della Ong, che si trova a 46 miglia da Malta con a bordo 629 migranti partiti dalla Libia e imbarcati dalla Ong in diverse operazioni di "salvataggio" nel Canale di Sicilia. Salvini, che nei giorni scorsi aveva annunciato che le Ong avrebbero smesso di fungere da taxi per i clandestini tra Africa e Italia, ha scritto alle autorità maltesi spiegando che quello della Valletta è il posto più sicuro e adeguato per l'approdo della Acquarius e che in caso di diniego da Malta l'Italia non concederà alla Acquarius l'approdo in alcun porto italiano. Pochi giorni, poco tempo per capire come funziona un dicastero complesso come quello dell'Interno, eppure Matteo Salvini ha già mandato un segnale chiaro ed inequivocabile e senza precedenti all'Europa e al mondo intero: l'Italia non può essere lasciata sola nella gestione dei flussi migratori, basta accogliere tutti. Oggi questi, non sono più soltanto degli slogan elettorali. Oggi si comincia a fare sul serio. I porti del Bel Paese non sono più aperti al traffico indiscriminato di esseri umani. Una scelta senza precedenti, presa d'accordo con il Ministro delle Infrastrutture Toninelli, che finalmente dà seguito al suggellato contratto per il Cambiamento, tanto vituperato dalle opposizioni e dai media di tutto il mondo per la sua presunta infattibilità. Ormai non ci sono più scuse, il cambiamento è iniziato.

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