lunedì 9 luglio 2018

Berlusconi ha riportato a casa Marcello Dell’Utri.

di Alessandro Sallusti. Ieri è come se Silvio Berlusconi avesse vinto le sue elezioni.
Ha riportato a casa Marcello Dell'Utri, un soldato, direi un ufficiale, di Forza Italia fatto prigioniero e torturato dai nemici in base a un incredibile e falso teorema che voleva fare figurare il partito complice della mafia. "Concorso esterno", avevano deciso i giudici non potendo dimostrare alcun fatto specifico. Per quanto conosco Silvio Berlusconi, la revoca dell'ingiusta detenzione a Dell'Utri è la più bella delle notizie. Per lui, ne sono testimone, la vita e la libertà di amici e collaboratori vale più del successo del partito e delle aziende. Negli ultimi anni non c'è stato incontro o telefonata con il Cavaliere - mi scusi se svelo questioni private - che non terminasse con una parola su Marcello: "Mi raccomando direttore, stagli sotto, quell'uomo soffre ingiustamente e la cosa fa soffrire anche me, tutti dobbiamo fare qualcosa". Per questo trovo stupidi, se non addirittura vigliacchi, alcuni commenti di esponenti di o vicini a Forza Italia che accusano Berlusconi di avere mollato l'amico al suo destino, o che mostrano gelo se non imbarazzo nel volere festeggiare l'avvenuta liberazione - sia pure parziale - dell'ex senatore malato. Se Mattarella, ma financo Napolitano, potessero parlare liberamente, potrebbero testimoniare che Berlusconi ha sempre posto, prima della sua, la questione giustizia per Dell'Utri. E l'ha fatto in ogni occasione politica, anche se non era in agenda e suscitando non pochi imbarazzi. Mi guardo bene dal santificare qualcuno, Berlusconi e Dell'Utri per primi. Ma divido le persone tra quelle leali e con le palle e quelle opportuniste, che si spostano sempre dove tira il vento. Mi fa tristezza, per esempio, vedere la nuova Lega scaricare, al primo problema giudiziario, Umberto Bossi come se fosse uno sconosciuto malandrino. La Lega è, nel bene e nel male, Umberto Bossi, così come Forza Italia è Silvio Berlusconi e pure Marcello Dell'Utri, senza il quale forse il partito vincente che abbiamo conosciuto non sarebbe mai nato. Forza Italia sta rinascendo, con Antonio Tajani in plancia, dalla botta presa alle elezioni del 4 marzo. Giusto voltare pagina e guardare avanti, ma mai rinnegare la propria storia e gli uomini che l'hanno scritta. Marcello Dell'Utri, carattere spigoloso e a volte burbero, è uno di questi. Bentornato (semi) libero, senatore.

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