giovedì 9 agosto 2018

Annuncio anti-zingari. Salvini: "Nessuno tocchi la capotreno"!

Una cosa è certa: il trasporto pubblico non funziona. Bus, metro e treni regionali sono un far west e a bordo sia il personale che i passeggeri sono stressati, anche se ciò non può giustificare certi comportamenti. In ogni caso questo 'annuncio improprio' dimostra, ancora una volta, che il trasporto pubblico va ristrutturato per garantire standard di servizio accettabili e un servizio degno di un paese civile. Comunque, sempre per restare nel gioco delle parti, ci sono i sinistri che difendono 'senza se e senza ma' tutte le minoranze, tranne quelle italiane, e c'è il ministro dell'Interno secondo il quale non c'è nessuno "choc" nell'annuncio contro gli "zingari" fatto dalla capotreno di Trenord. Matteo Salvini si schiera al fianco della dipendente dell'azienda ferroviaria lombarda e la difende dagli attacchi. "Giù le mani dalla capotreno", scrive su Facebook il segretario del Carroccio dimostrando piena solidarietà alla donna ora "indagata" da Trenord per quanto successo sulla linea Milano-Mantova. "Invece di preoccuparsi per le aggressioni a passeggeri, controllori e capitreno - twitta il ministro - qualcuno si preoccupa dei messaggi contro i molestatori. Viaggiare sicuri è una priorità!". "Ancora una volta si rischia di buttare una croce su qualcuno che la croce se la porta addosso tutti i giorni, dovendo lavorare in situazioni di precarietà, non in sicurezza, e soggetto a continue aggressioni, verbali e fisiche", dice il presidente leghista della commissione Trasporti della Camera, Alessandro Morelli. "L'unico premio che andrebbe dato a questi eroi capitreno sarebbe assicurare loro di poter lavorare in sicurezza". Insomma: "Nessuno tocchi la capotreno". Tanto che Salvini promette: "Farò quello che è in mio potere per evitare sanzioni alla lavoratrice, che già ne sopporta di tutti i colori ogni giorno".

3 commenti:

  1. Salvini deve imparare a tacere, un ministro della repubblica non può appoggiare il razzismo non è uomo da istituzioni ma da bar

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  2. valeria rm09 agosto, 2018

    La campagna dei sinistri contro la “capotreno razzista” mostra ancora una volta la distanza tra chi vive nel mondo reale e chi invece pontifica “contro il razzismo”, ma tenendosi a debita distanza da bus, treni per pendolari e campi rom.

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  3. Chi prende i mezzi pubblici, conosce fin troppo bene la scena di ogni giorno: zingari o immigrati che salgono senza biglietto, vengono richiamati da autisti e controllori, e per tutta risposta insultano o passano a vie di fatto, in un clima di vera intimidazione! Ma questo non deve giustificare nessuna botta di testa da parte di un pubblico ufficiale.

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