giovedì 30 agosto 2018

Il cambiamento è rinviato.

di Paolo Giardina. Prosegue la missione del Governo del cambiamento. Ma quale cambiamento?
Non è la soluzione dei problemi, quanto un processo sommario e nella pubblica piazza della "vecchia" politica. L'unica reale novità, l'unico vero contributo, tutt'altro che positivo, di questo governo è quello di portare nelle istituzioni non tanto i cittadini, quanto le frustrazioni del popolo. I due vicepresidente, e tutta la claque al seguito, invece di introdurre nel dibattito elementi utili alla soluzione dei problemi, continuano la campagna elettorale, quel processo inarrestabile del "racchetamento voti", emettendo dispositivi di condanna nei confronti della vecchia politica, dati in pasto ad un affamato popolo sovrano. Forse, non bisogna meravigliarsi. Forse, il vero obbiettivo che si propone questo Governo, il vero cambiamento è di trasformare le Istituzioni in un "social", fatto di mi piace e condivisioni. No. La politica è un altra cosa. Dei processi, delle indagini, delle condanne si occupa la magistratura, o almeno dovrebbe. La politica "deve" risolvere i problemi dei cittadini. In realtà accade qualcosa di strano, e non da oggi. Un mondo tutto alla rovescia. La magistratura "fa politica" ed i politici "fanno i magistrati".

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