venerdì 17 agosto 2018

La politica italiana vola basso sulle macerie di un paese che sta cadendo a pezzi.

Mentre i soccorritori scavano ancora tra le macerie dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, infiamma la polemica tra il vicepremier Luigi Di Maio e l'ex segretario del Pd Matteo Renzi.
Questa mattina in un lungo post su facebook Renzi ha attaccato Di Maio: "Chi come Luigi Di Maio dice che il mio Governo ha preso i soldi da Benetton o Autostrade è tecnicamente parlando un bugiardo. Se lo dice per motivi politici invece è uno sciacallo. In entrambi i casi la verità è più forte delle chiacchiere: il mio Governo non ha preso un centesimo da questi signori, che non hanno pagato la mia campagna elettorale, né quella del PD, né la Leopolda. Utilizzare una tragedia per attaccare gli avversari, mentendo, dà il senso della caratura morale e politica del Vicepresidente del Consiglio". La replica del ministro Luigi Di Maio non si è fatta attendere: "Nello sblocca Italia nel 2015 fu inserita una norma nella notte che prorogava la concessione ad Autostrade per l'Italia in barba a qualsiasi regola sulla concorrenza, senza fare più le gare. Sono state fatte delle regole perché legalmente si finanziavano campagne elettorali a destra e a manca. A me non l'ha pagata Benetton e quindi abbiamo la libertà di poter recedere da questi contratti". Ci mette il carico qualche ora dopo il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, che su twitter scrive: "Il gruppo Benetton ha finanziato partiti e campagne elettorali. Chi dice il contrario ci faccia prima vedere i conti del partito e delle tante fondazioni politiche. M5S non ha mai preso un euro e per questo possiamo agire con le mani libere e cambiare questo sistema". Gli risponde Matteo Orfini, presidente Pd: "I nostri conti sono pubblici. Immagino che la richiesta valga anche per la Lega. O sbaglio?". 

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