domenica 26 agosto 2018

Oggi la difesa dell’Italia e degli italiani è considerata un reato in territorio italiano...

di Marcello Veneziani. Povera Italia, schiacciata nella morsa tra l'Europa e i migranti. E al suo interno un cavallo di Troia che apre le porte e i porti per consentire l'invasione.
Accompagnato da una martellante campagna a senso unico, su tutte le ruote. È scesa in campo pure l'artiglieria pesante dei magistrati e dei loro fiancheggiatori con una campagna intimidatoria in cui minacciano di perseguire chi si oppone agli sbarchi configurando reati come il sequestro di persona e perfino di omicidio volontario nel caso qualcuno perda la vita prima di sbarcare in Italia (come scrive ad esempio il magistrato pd Gianrico Carofiglio). Come se i 150 migranti fermi a Catania siano stati rapiti o portati con l'inganno dal governo italiano e poi privati della loro libertà e costretti a stare sulla nave… L'accusato numero uno, naturalmente, è Matteo Salvini che ha un mezzo sostegno di Di Maio per ragioni di contratto e di opportunità politica ma poi ha tutti gli altri contro. Sono dalla sua parte gli italiani, in maggioranza, ma non contano nulla. La Costituzione è usata come un'arma, un corpo contundente per colpire l'avversario. Viene agitata come il libretto rosso di Mao. Sarebbe facile obiettare che la Costituzione sancisce la difesa dei confini nazionali e la tutela dei cittadini italiani, e non prevede che si possa entrare nel nostro paese clandestinamente, ovvero senza i requisiti legali per entrarvi. Ma la legalità, per certi giudici come per tanti giustizialisti, va a farsi fottere quando si tratta di migranti e di nemici politici. La Costituzione si occupa dell'Italia, del popolo italiano e dei suoi ordinamenti, e non del mondo intero. Gli altri paesi chiudono le frontiere mentre se lo facciamo noi diventiamo nemici dell'umanità. Ma noi non possiamo caricarci sulle spalle il mondo, se lo facciamo sfasciamo l'Italia, non salviamo l'umanità. Vedi personaggi come la Bonino, che hanno procurato migliaia di aborti, che chiedono di denunciare Salvini alla corte dei diritti umani. Vedi fior di canaglie, mafiosi, cocainomani inveire insieme a preti, magistrati, sinistresi e sindacalisti, in questa campagna terroristica per far sbarcare i migranti in Italia senza attendere che l'Europa decida di smistarli in più paesi. La tv manda in onda solo la voce di questi ultimi. Dall'altra parte, il popolo italiano vede in tv queste ondate di migranti, li vede pregare compatti sulla nave nel segno dell'Islam, mentre vengono a chiedere salvezza al bastardo, cristiano e cinico Occidente. Sente dai medici e dai magistrati che hanno la scabbia, sono portatori di malattie a rischio di contagio. E sanno che quella promiscuità, quel fetore denunciato dai visitatori, quella miseria, si ripeterà poi nelle baraccopoli che si creeranno nelle nostre periferie. Perché l'alternativa è: o ce li carichiamo noi, li ospitiamo, li vestiamo e li paghiamo, oppure quello squallore da cui provengono lo importeranno a ridosso delle nostre città. Ma tutto questo non si può dire perché l'angoscia, la paura, l'insicurezza ma anche la rabbia e il senso d'ingiustizia che tutto questo produce, viene passato per le armi, è considerato come razzismo e xenofobia e insultato, martellato, punito. Guai anche solo a porsi la domanda se l'obbligo dei vaccini dipenda anche dall'arrivo di portatori di queste malattie che erano state debellate da tempo in Italia. Cosa ci resta da fare? Il blocco navale sarebbe la soluzione migliore, che va alle radici ed evita gli imbarchi, il traffico di umani e la speculazione di tanti sulla loro pelle; ma non può imporlo il ministro dell'interno. Dovrebbe essere concertato a livello europeo, promosso dal Capo dello Stato, dal Ministero della Difesa, dai vertici delle Forze Armate, magari col via libero della Nato. Dunque è praticamente impossibile. La sensazione è d'impotenza e di assoluto sconforto. Eppure sappiamo che stanno liquidando la nostra civiltà, il nostro Paese, la nostra vita, in questo delirio di autodistruzione travestito da pulsione umanitaria. Proviamo a salire più in alto e a dare una spiegazione meno contingente a quel che sta succedendo. Sta avvenendo una rivoluzione dalle implicazioni catastrofiche. Stanno imponendo l'idea che non esistono più confini tra stati, popoli, sessi, civiltà, legalità, diritti, desideri. Chiunque è libero di fare, disfare, andare a vivere dove vuole, nulla può impedirlo. E chiunque invochi il senso del limite, della misura, della frontiera, della responsabilità va considerato un delinquente e se cerca di far valere le leggi e le misure, va processato per crimini contro l'umanità. Stiamo in un momento in cui o avviene un ravvedimento, un ritorno alla realtà, o quantomeno un confronto civile tra posizioni diverse che non si demonizzano a vicenda ma cercano una soluzione. Oppure si va verso abissi di guerra civile, scontri immani, e la frattura tra potentati e popoli diventerà un baratro. Oggi la difesa dell'Italia e degli italiani è considerata un reato in territorio italiano...

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