giovedì 23 agosto 2018

Salvini, obiettivo 'No Way' australiano per azzerare gli sbarchi dei migranti illegali.

L'emergenza migranti rischia di far saltare il governo.
La sinistra lo sa e - anche se con poco fiato in gola - soffia sul fuoco, sperando che il binomio giallo-verde si rompa quanto prima. Per questo, ma non solo per questo, continua a caldeggiare - senza se e senza ma, ma purtroppo anche senza uno straccio di soluzione - l'accoglienza e l'integrazione a gogo! Ma la 'mobilitazione' di Martina che s'imbarca sulla Diciotti avrà un solo effetto: consentire al Pd di scrollarsi di dosso un'altra milionata di elettori. Del resto è ormai notorio che i piddini hanno perso la bussola e se gli elettori vanno da una parte, loro vanno automaticamente dalla parte opposta! 
Ma alle chiacchiere dei reduci della sconfitta del 4 marzo, Matteo Salvini risponde con i fatti, rivendicando il mandato popolare: "Io rispondo al mandato che mi hanno dato gli italiani il 4 marzo. Mi chiedono più sicurezza". Il Viminale sta studiando la ricetta australiana per chiudere definitivamente i conti con l'immigrazione clandestina. Di fatto il ministro dell'Interno pensa al modello adottato da Camberra, in Austria, che prevede il respingimento sistematico di tutti i migranti che arrivano in modo illegale. Le imbarcazioni intercettate in mare vengono riportate nei porti di partenza come ad esempio quelli dello Sri Lanka e dell'Indonesia. I migranti, invece, in alcuni casi vengono condotti in centri di identificazione a Papua Nuova Guinea oppure a Narau. Di certo questo piano ha comunque dei costi e negli ultimi anni il governo di Camberra ha speso circa 300 milioni di euro. Insomma, l'obiettivo del Viminale è molto ambizioso: azzerare gli sbarchi sulle nostre coste. E così il ministro dell'Interno, di fatto afferma: "Voi sapete che in Australia c'è il principio del 'No way': nessuno di coloro che vengono presi in mezzo al mare mette piede sul suolo australiano. A questo si dovrà arrivare. ll mio obiettivo - spiega il vicepremier - non è la redistribuzione in Europa, ma che ci siano nei Paesi di partenza degli sportelli europei che decidano chi fugge dalla guerra ha diritto di partire non in gommone, ma in aereo, e arriva in Europa. L'obiettivo è che nessuno che arrivi in gommone possa mettere piede in Europa altrimenti il business della mafia degli scafisti non lo scardineremo mai".

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