venerdì 12 ottobre 2018

Gli studenti tornano in Piazza e bruciano i manichini di Salvini e Di Maio.

di Redazione. Incredibile, ma vero. Gli studenti scendono in tutte le piazze d'Italia per manifestare contro il 'governo del cambiamento' al grido di "#Chihapaura di cambiare? Noi no!".
la sensazione è quella di essere catapultati nel passato, alla lotta studentesca vecchia maniera. Ma oggi quelli che prendono fuoco a Piazza Castello a Torino non sono i fantocci della prima repubblica, ma i manichini di Salvini e Di Maio, i due giovanissimi vice premier che dovrebbero stare dalla parte dei giovani ma che, invece, "ci volevano soldati e passivi, ci hanno trovati nelle piazze. Non possiamo più accettare che questo governo si riempia la bocca di parole come 'cambiamento', per poi offrire solo regresso. Telecamere nelle scuole e leva militare sono provvedimenti dannosi e inutili, soprattutto se non ci si interroga su come risollevare un sistema scolastico che negli ultimi dieci anni ha subito tagli per più di 8 miliardi e che non riesce più ad essere strumento di formazione e crescita delle nuove generazioni: lo provano i 150mila studenti che ogni anno abbandonano gli studi". A dirlo è Giammarco Manfreda, Coordinatore Nazionale della Rete degli Studenti Medi. "Oggi siamo in piazza perché subiamo l'ingiustizia quotidiana di costi economici insostenibili per studiare. La manovra finanziaria annunciata dal Governo ignora i problemi degli studenti, non prevede maggiori risorse per il diritto allo studio né per la qualità della formazione o per la ricerca. Da Nord a Sud, saremo in stato di agitazione permanente nelle scuole e nelle università finché non avremo risposte concrete dal Governo nazionale mentre ad oggi Bussetti rifiuta di incontrare le rappresentanze studentesche". Così Giacomo Cossu, Coordinatore nazionale di Rete della Conoscenza. "Questo non è cambiamento - aggiunge - vediamo infatti il maggior deficit previsto viene utilizzato per condoni agli evasori fiscali e per tagliare le tasse ai più ricchi. Per noi giovani mancano le risorse e mancano provvedimenti concreti per contrastare la precarietà nel mercato del lavoro. Il 'cambiamento' tanto propagandato sembra in netta continuità con il passato, perché é assente un progetto di rilancio dello sviluppo sostenibile per il nostro Paese".

7 commenti:

  1. Ho prestato servizio militare nel 70\71, 15 mesi di noia.
    A parte quando eri di servizio, nulla di nulla.
    Ma fare fare della ginnastica, ogni giorno addestrare il corpo? Ad eccezione di qualche arma (Paracadutisti, Lagunari, Bersaglieri) il resto era una noia. Sui marescialli preferisco stendere un velo pietoso. Comprendo che oggi i giovani non amino il servizio militare. IN Svizzera lo fanno bene, allora ha un senso! Ma stare a poltrire ed oziare in una caserma non ha senso.
    SANDOKAN

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  2. Non condivido il bruciare manichini.
    Condivido le ragioni della protesta degli Studenti, spesso avanguardia del vero cambiamento.
    Senza gli Studenti, un'opinione pubblica che dorme e non è in condizione di fare uscire un fiato. La politica dell'attuale esecutivo è confusionaria, raffazzonata, ambigua, priva di possibilità di successo. Gli studenti questo lo hanno compreso:Bravi, però ribadisco, non condivido il bruciare manichini, questo NOOOOOOOOOO

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  3. "il maggior deficit previsto viene utilizzato per condoni agli evasori fiscali e per tagliare le tasse ai più ricchi. Per noi giovani mancano le risorse": Questo accade da sempre in Italia e sotto tutti i Governi.
    L'attuale paga lo scotto di essersi presentato come IL CAMBIAMENTO, mentre è solo la sostituzione di una casta con un'altra. La nuova Casta è formata da Lega e M5S:In banche, fondazioni, Rai,..,entrano i loro amici, come accadeva in passato, nulla da stupirsi.

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  4. Gandianamente mandiamoli a casa:Salvini e Di Maio. Ma facciamolo Gandianamente.

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  5. Paride Michele13 ottobre, 2018

    Credo fermamente nell'istruzione di massa.
    Leggevo che a Ginevra c'è una scuola che costa 100.000 euro l'anni, frequentata da un'elite.
    Beati loro.
    Credo che l'istruzione di massa, migliori molto la società.
    Tutti dovrebbero arrivare almeno al diploma di scuola media superiore.
    E' chiaro che poi chi ha più filo farà più tela.
    Ma ritengo che almeno il Diploma di scuola media superiore, dovrebbe essere diffuso almeno al 90%.
    In un mondo tecnologico ed in continua evoluzione, senza un minimo di cultura si finisce emarginati.

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  6. Nunzia Bianchinis13 ottobre, 2018

    Le parolacce una volta non le sentivi in Radio o in Tv.
    Le parolacce oggi le senti ad iosa, alla Radio ed alla TV.
    Un parlamentare, non lo cito perchè non voglio fargli pubblicità, viene di continuo invitato alla TV ed ogni volta urla, una volta l'ho visto con la bava alla bocca.
    Ma che senso ha tutto questo?
    A mio avviso più che una crisi economica e di sistema, c'è una crisi di valori.
    Io sono cristiana, e mi pare che oggi i valori cristiani, sono messiin forte discussione.
    I valori bimillenari cristiani, hanno modellatotu:Arte, Cultura, ecc.
    Quando si elimina un valore ne serve un altro di riserva altrettanto valido.
    Riscopriamo i nostri valori, e soprattutto non rinunciamo alla ns. cultura, rimarremmo orfani.

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  7. Virginia Abatesy13 ottobre, 2018

    Da tempo l’Italia ha un semipresidenzialismo, la centralità del Parlamento è solo sulla Carta.

    Decreti legge, leggi delega, ecc., hanno di fatto trasformato il Parlamento nel “notaio”.

    Attualmente in Italia, esiste un Triumvirato e lo si tocca con mano.

    A questo punto una saggia mossa sarebbe la seguente: Ridurre drasticamente il n° dei parlamentari:300 parlamentari, da suddividere fra Camera e Senato.

    Si risparmierebbero un sacco di soldi, le leggi si approverebbero più velocemente, il Parlamento riacquisterebbe più peso: Meno parlamentari più possibilità per controllare l’operato dell’Esecutivo.

    Le aule del Parlamento vuote, non sono un’eccezione: con 300 parlamentari, sarebbe più facile vedere il comportamento dei singoli.

    Il Parlamento, deve tornare ad avere un ruolo centrale, il Governo ha la funzione esecutiva, ovvero deve eseguire quello che il Parlamento decide.

    Negli USA i parlamentari sono al di sotto delle 500 unità, pertanto in Italia 300 parlamentari basterebbero.

    Decreti legge, leggi delega, decreti legislativi, devono essere delle eccezioni, la normalità debbono essere leggi di iniziativa parlamentare, non governativa.



    P.S.

    Voi che leggete cosa ne pensate?

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