martedì 27 novembre 2018

Manovra del Popolo in retromarcia: rimandare reddito cittadinanza e restringere platea di quota 100.

di Redazione. Solo gli stupidi non cambiano idea. E Salvini e Di Maio, possono piacere o non piacere, possono essere tutto e il contrario di tutto, ma di certo non sono 'due 'fessi'!
Rinvio del 'reddito di cittadinanza' e restringimento della platea di 'quota 100'. Queste le due leve su cui il Governo punta per abbassare il deficit e convincere l'Ue ad evitare la procedura d'infrazione.
L'idea è, per l'appunto, abbassare il deficit dal 2,4 al 2,2 (ogni decimale di pil vale un miliardo e 800 milioni circa), spostando risorse pari circa 0,2% del Pil (poco meno di quattro miliardi) dalle spese per reddito di cittadinanza e pensioni, agli investimenti. Se all'Europa non basterà, quelle stesse risorse (magari qualcosa in più) saranno destinate alla riduzione del deficit.
Quindi un passo indietro di 5stelle e Lega con il rinvio, al massimo a giugno, del reddito di cittadinanza, e il restringimento della platea di quota 100. La linea emerge al termine di un vertice di governo durato circa un'ora nella serata di ieri a Palazzo Chigi: Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Matteo Salvini firmano una nota congiunta per dire che "non è una questione di decimali" ma che, nella sostanza, si è disponibili a cambiare la manovra.
Tuttavia, la trattativa nel governo non è priva di tensioni, perché dalle buone intenzioni, bisogna passare ai fatti. E se per ridurre la platea degli aventi diritto a quota 100, ci penserà il deterrente della penalizzazione sull'assegno previdenziale, prima si va in pensione e più ci si rimette fino ad un 30% dell'assegno sborsato dall'Inps, più difficile sembra la partita sul reddito di cittadinanza. La proposta più razionale sarebbe la trasformazione del reddito in un taglio del cuneo fiscale: non darlo, cioè, ai singoli - 'divanisti' e lavoratori in 'nero' - ma direttamente alle aziende che li assumono.
Comunque sia, un fatto è certo. L'apertura del governo a rompere il muro del 2,4% e ridurre il deficit piace ai mercati: cresce la borsa, cala lo spread e gli italiani tirano un sospiro di sollievo!

1 commento:

  1. Matteo Salvini annuncia in Aula alla Camera che il governo italiano non firmerà il Global compact e che sarà il Parlamento a decidere se aderire o meno al Trattato.

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