14 febbraio 2019

Abruzzo, la caduta delle stelle.

di Luca Bugatti. Cosa è davvero successo in Abruzzo? Perché i 5stelle hanno perso? Eppure avevano fatto tutto per bene: dal sostegno massiccio e continuo dei leader nazionali alla candidata Sara Marcozzi all'appuntarsi per tempo sul petto le medaglie "reddito cittadinanza", "riduzione numero parlamentari", "NoTAV", "taglio pensioni d'oro" e così via. Quindi, cosa non ha funzionato?
Dando per scontato che gli elettori del movimento non notino nemmeno dopo la sconfitta abruzzese il silenzio dei loro leader sui social dove, di solito, sono soliti commentare tutto e tutti spendendo parole per cavalcare il fatto del giorno (qualsiasi esso sia, da un naufragio di barconi al metodo di voto dei concorrenti di Sanremo), chi non sposa il Movimento nota questo silenzio e capisce anche da dove nasce: lo sbalordimento, lo sbigottimento, l'incredulità.
Peccato che, a sensazione, questi leader del Movimento non riescano ad andare sotto la superficie di quanto è accaduto, e quindi l'unica spiegazione che si danno è l'attaccamento degli italiani alla "vecchia politica", la naturale resistenza al "nuovo", il caro vecchio clientelismo. Come si dice, però, il diavolo sta nei dettagli e la spiegazione della sconfitta l'ha detta, probabilmente inconsapevolmente, il primo ispiratore del movimento Beppe Grillo. In uno spettacolo che ha recentemente tenuto ha detto riferendosi agli abruzzesi: "Chiedo solo che ci diano indietro i 700.000€ che gli abbiamo dato l'anno scorso, le 4 ambulanze e lo spazzaneve". Riferendosi con questo ai soldi restituiti dai politici pentastellati ed utilizzati per l'acquisto di beni di pubblica utilità.
Il dettaglio è che questa affermazione smaschera la vera natura del rapporto che i 5stelle vogliono instaurare con gli elettori. Rapporto che non è nulla di più o di meno del tanto criticato rapporto storico tra la politica ed il popolo che prevede un "do ut des". Io (politico) do a te (elettore) questo e quest'altro (che è in mio potere decidere di darti o no) e tu in cambio mi dai il voto.
D'altra parte, cosa è un programma elettorale se non la promessa di fare questo e quello, per fare il quale si chiede il voto?
Nessun nuovo che avanza, nessuna nuova politica lontana dagli interessi di bottega. Ti ho pagato lo spazzaneve? Ora tu mi dai il voto. Ti ho pagato l'ambulanza? In cambio tu mi eleggi.
Un tempo, quando eravamo più poveri, c'era chi dava le scarpe (prima del voto la sinistra, dopo il voto la destra).
Ma il particolare che forse è sfuggito al Movimento è che se imposti tutta la tua comunicazione battendo sul fatto di essere il "nuovo", di essere la "Politica" con la "P" maiuscola, di essere libero dalle logiche che ha usato chi è stato al potere prima di te, e questo lo comunichi bene, poi non puoi pretendere che un vecchio scambio di stampo "vecchia politica" sia percepito come qualcosa da premiare con il voto.
Paradossalmente, la comunicazione del Movimento è stata così ben fatta ed efficace che ha davvero convinto gli elettori che tutto gli deve arrivare dal Movimento senza che il Movimento pretenda nulla in cambio. Nemmeno il voto, appunto.
Grillo con una battuta dice "dateci indietro i 700.000 Euro", smontando in una sola frase anni di comunicazione dei 5stelle tesa a costruire l'immagine dei puri e duri, di quelli che fanno la cosa giusta perché è giusta e basta e non perché ne avranno indietro qualcosa.
Così è stato, hanno fatto e non ne hanno avuto indietro nulla. E gli elettori, che forse sono analisti più raffinati di quanto gli strateghi 5stelle pensano, non si sono fermati alla superficie, al do ut des, ma sono andati sotto la pelle del Movimento e ne hanno sposato la proposta di cambiamento: nessun vincolo tra elettore ed eletto, nessuna "riconoscenza" perché il bene ed il male sono assoluti e non relativi e quindi se tu (politico) sei nel bene, devi praticarlo a prescindere da che ritorno ne avrai.
Quindi, in definitiva, dobbiamo concludere che la storia del Movimento 5 stelle è stata un grandissimo successo. Talmente grande e talmente recepito che l'ha fatto fallire.
Concludo con un'ultima breve riflessione: quanti, negli ultimi mesi, hanno avuto l'impressione che l'opposizione al governo fosse davvero troppo silenziosa. Quasi rassegnata al dilagare del Movimento. Ecco: era davvero rassegnata? Non è che, essendo tutti politici di lungo corso, avevano compreso al volo il vicolo cieco in cui il Movimento 5 stelle si stava infilando ed hanno semplicemente atteso il naturale evolversi degli eventi?

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