13 febbraio 2019

...'burattino' a chi!?

di Redazione. Possiamo tenere per il Milan o per l'Inter, possiamo essere romanisti, laziali o juventini, ma quando scende in campo la Nazionale, noi tifiamo Italia. Possiamo essere di destra, di sinistra, di centro o possiamo rientrare in quel 50% di italiani che non vanno più a votare, perché non credono più a niente e a nessuno, ma quando il nostro Presidente del Consiglio o un qualsiasi altro rappresentate del nostro Paese va all'estero, noi stiamo dalla parte dell'Italia e degli italiani.
Ma purtroppo non tutti la pensano in questo modo nel Paese dei mille comuni, delle eterne divisioni e delle velenose contrapposizioni, per cui ci presentiamo sempre disuniti e in ordine sparso quando ci attaccano dall'esterno, e invece di sciacquare i panni sporchi in casa nostra c'è persino qualche nostro connazionale che 'soffia sul fuoco nemico' per favorire la propria parte a discapito dell'interesse nazionale e del bene comune!
Ciò detto, veniamo al durissimo attacco subito dal premier italiano Giuseppe Conte nell'aula dell'Europarlamento. Il presidente del Consiglio italiano, presente a Strasburgo alla sessione plenaria per discutere del futuro dell'Europa, è stato definito "un burattino" dal leader dei liberali europei dell'Alde, Guy Verhofstadt: "Per quanto tempo ancora sarà il burattino mosso da Di Maio e Salvini? Io amo l'Italia ma oggi mi fa male vedere la degenerazione politica di questo Paese, iniziata 20 anni fa con Berlusconi e peggiorata con questo governo". Durante un intervento pronunciato in italiano, lingua che conosce molto bene, il politico belga ha detto che "l'Italia è diventata il fanalino di coda dell'Europa. Un governo odioso verso gli altri stati membri, con Di Maio e Salvini veri capi di questo governo", che ha "impedito la unanimità su Venezuela sotto pressione di Putin".
Non bastasse, poco dopo Conte si è visto attaccare anche da Udo Bullman, leader dei socialisti: "Non è questa l'Italia che conosciamo, l'Italia che conosciamo è quella di Spinelli. Il vostro governo deve smettere di mostrarci questo viso inumano, sui migranti". E sulla riforma di Dublino, il leader dei socialisti ha detto al premier italiano: "Sui migranti sono gli amici di Salvini che non vi aiutano: Viktor Orban, Jarosaw Kaczyski e Sebastian Kurz in Austria sono gli amici di Salvini che non vogliono riformare Dublino".
Immediata è arrivata la replica di Matteo Salvini, irritato per le parole riservate da Strasburgo a Conte. "Che alcuni burocrati europei, complici del disastro di questi anni, si permettano di insultare il presidente del consiglio, il governo ed il popolo italiano è davvero vergognoso", attacca il ministro dell'Interno, "Le élite europee contro le scelte dei popoli. Preparate gli scatoloni, il 26 maggio i cittadini finalmente manderanno a casa questa gente".

1 commento:

  1. Carlo Calenda13 febbraio, 2019

    Non accetto attacchi alla dignità del mio paese. Conte o non Conte. Perché l'Italia merita rispetto indipendentemente da chi la rappresenta pro tempore. E noi italiani dobbiamo ricordarcelo. A me che qualcuno dia del ‘burattino’ in una sede istituzionale internazionale al Presidente del Consiglio del mio paese mi fa notevolmente incazzare. Comunque la si pensi. Verhofstadt lo conosco e non discuto le sue buone intenzioni o il suo amore per l'Italia. Ma ha sbagliato. Punto. Poteva dire le stesse cose senza offendere il Presidente del Consiglio di un paese fondatore.

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