12 febbraio 2019

Io sto con i pastori sardi, con gli agricoltori, gli allevatori, i pescatori e i lavoratori di tutta Italia.

di Redazione. In questo che ormai non è più un solo momento di crisi, ma una triste realtà che dura da troppo tempo, dove a pagare il prezzo più alto sono sempre i più deboli, ci sentiamo particolarmente vicini non solo ai pastori sardi, perché sono scesi in piazza a manifestare il loro malessere, ma anche agli agricoltori, agli allevatori, ai pescatori e ai lavoratori di tutta Italia.
Lavoratori che, oggi come oggi, trovano più conveniente non raccogliere i frutti dalle piante o gettare il latte in strada piuttosto che venderlo, considerato il prezzo irrisorio cui vengono acquistati i loro prodotti che poi, però, vengono immessi nei circuiti commerciali e venduti a noi consumatori a prezzi ben più alti.
Tutto ciò è inaccettabile.
È inaccettabile 'svendere' il frutto della fatica di tanti italiani che in un mondo sempre più globalizzato in cui è in atto un progressivo spostamento dalle campagne verso le grandi città, continuano a svolgere il loro mestiere conservando la nostra identità, la nostra cultura e i nostri prodotti.
È inaccettabile che al tempo stesso per soddisfare il fabbisogno e i consumi interni si debbano importare dall'estero gli stessi prodotti con una qualità inferiore, un costo maggiore e senza sapere quali siano i processi di produzione, distruggendo intere filiere e migliaia di posti di lavoro.
È inaccettabile che in questo paese ci sia gente che sgobba dalla mattina alla sera per poi portare a casa quattro soldi, mentre le lobby e chi siede vicino al 'potere' speculi, ingrassi e accumuli ricchezza con il sudore dei lavoratori.
Settori strategici come il turismo, l'agricoltura, la pesca e l'allevamento, che sono la ricchezza del Paese, andrebbero non solo difesi, tutelati e protetti, ma addirittura potenziati e incentivati dallo Stato.
Ma in questa Italia, invece di tutelare e garantire le nostre eccellenze, dagli agricoltori agli allevatori, dai pescatori agli artigiani, dai medici agli ingegneri, dalle bellezze naturali e artistiche ai prodotti tipici, si preferisce l'assistenzialismo a gogo e riempire la pancia di chi ha un posto al sole!
Non potendo più svalutare la moneta, hanno svalutato il lavoro!
I mestieri sono in crisi, ma anche le professioni: medici, infermieri, ingegneri, chimici, pagati quattro soldi in Italia, preferiscono fare le valigie e andare all'estero!
L'auspicio è che la protesta assordante dei pastori sardi e il lavoro onesto e prezioso di milioni di italiani che per adesso restano in silenzio, possa smuovere le coscienze e svegliare il Paese da questo malsano torpore che sa troppo di rassegnazione e di sconfitta.

2 commenti:

  1. Le chicchiere del GRILLO parlante e dei suoi seguaci:i fatti sono questi. Stanno facendo peggio del PD e di berlusca. Non andare a votare.
    Il parlamento ne bastano 300 di parlamentari, la loro retribuzione non oltre 5.000 euro al mese, e l'unico benefit tessere ferroviaria. Basta con questa casta grillina

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  2. Le lobby hanno sempre comandato:pensate alla famiglia Agnelli hanno fatto quello che cavolo volevano.

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