8 febbraio 2019

La Tav, le grandi opere, le sciocchezze alla Toninelli.

di Paolo Cirino Pomicino. Le sciocchezze si susseguono in ogni occasione con lo stesso incipit di sempre evitando di informarsi su cosa accade e perché accade. Il casino sulla A22, l'autostrada del Brennero, ha evocato dal più pittoresco ministro di questo governo, Danilo Toninelli, il solito mantra, "la concessione è scaduta nazionalizziamo la gestione".
Ma come bisogna spiegare a questi signori che prima di parlare bisognerebbe conoscere e prima di decidere bisognerebbe pensare?
Il ministro Toninelli ad esempio non sa che lo Stato, alias il concedente degli assi autostradali, è socio di minoranza dei concessionari autostradali al 35% tanto che incassa dall'intero comparto 2,3 miliardi di euro a fronte di ricavi per 5,9 miliardi (ricavi derivanti da IVA sul pedaggio, oneri di concessioni e sovrapprezzo pedaggio). Di questi 2,3 Mld di ricavi incassati dallo Stato 1,3 sono stati versati dal Gruppo ASPI a fronte di 3,6 Mld di ricavi.
Ma c'è di più! Lo Stato non è solo un autorevole socio di minoranza sul piano economico di tutti i concessionari autostradali ma è anche il socio che ha una sostanziale golden share nella gestione delle imprese autostradali. Infatti non c'è decisione in chiave d'investimenti e manutenzioni che non debba essere approvata dal ministero vigilante, e cioè proprio quello del ministro Toninelli.
Si da il caso che nella redazione dei piani finanziari annuali lo Stato spesso lesina le autorizzazioni per investimenti ancorché migliorativi solo perché questi produrrebbero nel tempo un aumento di pedaggi, e come si sa il populismo vorrebbe che tutto funzionasse senza che nessuno pagasse.
Ma Toninelli non conosce neanche il fatto che la struttura vigilante del ministero è sempre più scarsa di risorse e di personale come denunciò qualche anno fa in parlamento un autorevole dirigente del ministero dei lavori pubblici, l'architetto Coletta creando così difficoltà agli obblighi di controllo e sicurezza che lo Stato dovrebbe avere.
E continuando nell'ignoranza, Toninelli non ricorda uno degli errori che negli anni 60 fece la DC quando evitò che la Salerno/Reggio Calabria fosse finanziata da pedaggio. Ci sono voluti 40 anni per costruirla mentre la Roma Milano, con pedaggio, fu realizzata in appena 6 anni.
Infine in un paese fortemente indebitato come il nostro, le uniche privatizzazioni decisamente utili sono quelle degli aeroporti, stazioni, autostrade e in genere delle grandi infrastrutture.
L'utilità dello Stato nel privatizzare le concessioni che peraltro non possono essere delocalizzabili, nasce dal fatto che incassa miliardi di euro senza essere costretto ad anticipare risorse che non ha per investimenti e manutenzioni e mantiene un controllo ferreo sulla sicurezza, sulla trasparenza, su tariffe e su pedaggi.
Perché dopo i fatti dell'autostrada del Brennero Toninelli non si domanda se l'attuale stato infrastrutturale del Paese sia adeguato o meno in particolare sul terreno della mobilità su ferro, su gomma sul mare e nell'aria e se finanche lui stesso, senza offesa, sia adeguato a parlare di tutto ciò?
Questa sarebbe la politica ma essa è pressoché sconosciuta di questi tempi.

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